SPECIALE THINKING DAY

 Sabato 2 Marzo 2002

Domenica 24 febbraio gli scout di Ferrara, Mesola e Bosco Mesola, Portogaribaldi, Casumaro, si sono ritrovati a far festa insieme all'appuntamento ormai irrinunciabile che li vede ogni anno tutti riuniti.

La Giornata del Pensiero è celebrata ogni anno in tutto il mondo dal Movimento scout, per ricordare la nascita del proprio fondatore, Sir. Robert Baden-Powell, avvenuta a Londra il 22 febbraio 1857.

In occasione di questa giornata, tutti gli scouts del mondo, attraverso le loro attività, vogliono rafforzare i rapporti di amicizia tra loro e ricordare lo spirito di fratellanza che li unisce e che dovrebbe unire tutti gli uomini spingendoli a superare ogni conflitto e divisione.

E' un giorno speciale per riflettere su grandi temi legati ai valori della vita, ed anche, continuando un'usanza istituita dallo stesso Baden-Powell, per compiere un piccolo gesto concreto di solidarietà raccogliendo un "penny" (50 cent. ) per sostenere lo scautismo nei paesi economicamente in difficoltà o privi di libertà politica.

Quest'anno la giornata è stata vissuta all'insegna del motto "Mi devi/Ti devo un diritto" .

Lo scoutismo ferrarese, in questo turbolento momento storico, ha sentito il dovere di parlare dei diritti dell'uomo. Divisi nelle tre diverse fasce di età a cui si rivolge il metodo scout, ai ragazzi sono stati proposti giochi ed attività per riflettere sull'importanza del primato della dignità dell'uomo.

La grande festa

Celebrata dagli Scout la Giornata del Pensiero

  Incontrarsi per

  riflettere su

  un'infanzia

  spesso negata

Barbara Raisi

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Tiro alla Fune a Parco Massari

                      

Le Parole dell'Arcivescovo

"Non dimentichiamo l'importanza del diritto alla professione della propria fede religiosa. In tanti  paesi essere Cristiani è ancora motivo di persecuzione" ha detto Mons. Caffarra invitando tutti i  presenti ad un minuto di silenzio per ricordare coloro che soffrono a causa della loro fede in Gesù Cristo.

Mons.Caffarra incontra 2 piccoli scout

 

Anche gli esploratori e le guide, ovvero le ragazze e i ragazzi scout dai 12 a 15 anni, di Ferrara e provincia si sono ritrovati per vivere insieme la Giornata del Pensiero.

Le attività dell'incontro sono state dedicate alla scoperta de "i diritti calpestati dell'infanzia", i nostri e/g hanno partecipato in circa 150 ad una grande caccia al tesoro che si nascondeva tra le vie del centro. I ragazzi, divisi in squadre miste tra gruppi cittadini e gruppi della provincia, hanno girato per la città giocando tutta la mattinata, imparando a conoscerei meglio, divertendosi e mettendo in gioco le loro abilità. Ogni squadra doveva trovare le 10 basi dove un capo scout aveva il compito di far superare a tutti una prova; fisica, canora, di agilità, di espressione, ecc.., la base di prova era soprattutto il luogo dove giocando si poteva approfondire il significato dei diritti dell'infanzia a partire dal vissuto dei ragazzi stessi.

Ad ognuno è stata data la possibilità di riflettere che tutti i ragazzi devono essere titolari di diritti e sentire loro dovere difenderli e diffonderli.

La nostra "caccia" ci ha portato alla conquista del diritto al tempo, il diritto a sporcarsi, il diritto agli odori, 11 diritto a prendere la parola, il diritto a saper usare le mani, il diritto ad un buon inizio, il diritto alla strada, il diritto al selvaggio, il diritto ad ascoltare in silenzio, il diritto a percepire le sfumature. Su questi diritti dei bambini per cosi dire "moderni" speriamo di avere dato l'opportunità ai nostri ragazzi di avere un occasione per pensarci e continuare a parlarne con le loro famiglie, i loro compagni di scuola e di gioco, per provare ogni giorno a migliorare il mondo in cui viviamo, partendo dall'ambiente in cui viviamo e rendendolo sempre più a misura anche di bambino.

"Lupetti": la carica dei centosettantuno

Imparare giocando: al Parco Massari, i più piccoli crescono affermando i diritti dei bambini del mondo

Allegri "pasticci" sul viso: una giornata da ricordare.

Puccio

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AIle 9.30, puntualissimi, i centosettantuno (sì avete letto bene, 171) lupetti e lupette erano pronti a partire nei loro giochi, quando è successo qualcosa che ha dell'incredibile: tra fumi e rumori strani al cento del parco Massari è atterrata un'astronave, dalla quale sono scesi due strani figuri vestiti di bianco e d'argento, che un po' spauriti hanno cominciato a gironzolare curiosi; i lupetti non si sono affatto spaventati, ma anzi hanno dato a Condo e Kinder, questi i nomi dei due extraterrestri, un caloroso benvenuto!

Dopo una prima presentazione, Condo ha telefonato a casa rassicurando la sua mamma dell'avvenuto atterraggio, e ha chiesto ai bambini di conoscere il nostro mondo, in quanto il suo è veramente triste e privo di giochi, sorrisi e divertimento come il nostro: in poche parole da lui non ci sono diritti per i bambini come da noi....

I lupetti allora lo hanno invitato a visitare il mondo di quaggiù, e divisi in bande di monelli,

furfanti, briganti e mocciosi, hanno cominciato a visitare i quartieri delle città del mondo alla ricerca di quelli che diciamo essere i loro diritti: in Brasile hanno trovato il diritto alla famiglia, in Inghilterra il diritto allo studio, a Parigi il diritto ad esprimersi come meglio credono, a New York il diritto a vivere la propria età e a Bologna (non troppo lontano da noi) il diritto a giocare.

Condo è rimasto molto stupito della nostra vita, così diversa dalla sua, e ci ha chiesto se davvero tutti i bambini sulla terra vivono i questo modo e hanno tutti questi diritti: lo stupore è stato generale: "Purtroppo no!", ha gridato uno dei più piccoli.

Per questo motivo, dopo un veloce pranzo, le bande si sono unite e grazie all'aiuto di bravi artigiani, hanno fatto in modo che questi diritti non siano solo nostri, ma anche universali: abbiamo infatti costruito quaderni, giochi, strumenti musicali, scritto preghiere e filastrocche, proprio per testimoniare il nostro desiderio di fare in modo che al mondo nessuno possa più dire Tu non hai diritti."

 

Francesca Mambelli

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E' nel libero esercizio dei propri diritti che l'uomo esprime la sua dignità di persona. Questa è la convinzione che ha guidato l'organizzazione della Giornata del pensiero 2002, evento che per i ragazzi scout più grandi (17-20 anni) ha avuto inizio Sabato 23 febbraio alle 17.00 presso la parrocchia della S. Famiglia.

Secondo quello che è il nostro stile educativo, la giornata è partita con un'ambientazione. Ci siamo cioè rituffati nell'atmosfera del dopo guerra, in particolare rievocando quella seduta dell'assemblea generale dell'ONU del 1948, in cui Eleonor Roosvelt lesse per la prima volta il testo della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo.

I ragazzi allora, come delegati dell'assemblea, sono stati chiamati da protagonisti a ridiscutere dell'importanza e della validità di ciascun articolo. Ad aiutarci nell'approfondimento e a fornire preziosi stimoli di riflessione sono stati sei "esperti", cioè persone che da tempo si occupano, nelle rispettive associazioni, della promozione e della diffusione della "cultura dei diritti". Tra loro Patrizio Fergnani (CISL) per il diritto al lavoro; Giovanna, Ansalda e altre amiche dell'UDI per i diritti delle donne; Pietro Pinna (Festival per i Diritti umani) per i diritti politici con particolare riferimento alla storia dell'Argentina; Massimo Cipolla (Amnesty International) per il diritto alla libertà di pensiero e di opinione; Patrizia Fabbri (Cittadinanza Attiva) per i diritti legati alla cittadinanza; Sadegh Haidari (Cittadini del Mondo) per i diritti degli immigrati. Questa rimessa in discussione aveva lo scopo di verifìcare quanto del testo della Dichiarazione sia stato messo in pratica nella realtà, quali siano i diritti ancora negati, violati o non esercitati. E questo in riferimento non solo alle situazioni di paesi tradizionalmente oppressi dalla povertà o da regimi antidemocratici ma anche nel nostro mondo occidentale, così ricco e 

"civilizzato". Ci siamo resi conto di come alcuni diritti riconosciuti all'uomo dalla Dichiarazione non siano oggi, in Italia e anche a Ferrara, per nulla scontati. Per esempio il diritto di ogni uomo a circolare liberamente e a risiedere in ogni paese, il diritto al lavoro, il diritto a non subire discriminazioni a causa del sesso, del pensiero politico, del credo religioso . Nella serata una veglia espressiva costituita da un'alternanza di minio, immagini e interventi, ha permesso ai ragazzi di mettere in comune il lavoro fatto nei gruppi del pomeriggio, coinvolgendo la platea nel tentativo di far sperimentare "sulla propria pelle" cosa vuoi dire essere privati delle libertà fondamentali. Il simbolo della veglia era la figura umana, una sagoma nera e anonima che è stata via via arricchita da occhi, bocca, cervello, sangue e cuore e che alla fine ha preso il volto di tutti i ragazzi presenti.

La riflessione è proseguita nella mattinata di domenica sotto la forma di un grande gioco che si è svolto nelle strade attorno al centro della città. L'incontro con il Vescovo e la S. Messa celebrata nel primo pomeriggio presso la chiesa del Gesù hanno costituito il punto focale della giornata. Le parole dei Vescovo, di Padre Elvis e, prima ancora, la Parola di Dio ci hanno ricordato che per noi cristiani il riconoscimento dei diritti di ogni persona nasce anche dalla consapevolezza di essere tutti figli di Dio, creati a sua immagine e, come dice il salmo 8, fatti "poco meno degli angeli".

Per finire desideriamo ringraziare tutte le persone esteme che hanno accettato di venire a parlare ai nostri ragazzi. L'organizzazione della giornata è stata, per noi responsabili, l'occasione per entrare in contatto con un piccolo universo di associazioni e di volontari che nella nostra città lavorano per sensibilizzare le coscienze sull'importante tema dei diritti umani. Speriamo che questa collaborazione in vista di ideali comuni possa proseguire anche in futuro.