Regolamento metodologico

(definitivo, non ancora pubblicato agli Atti del Consiglio Generale ‘99)

La proposta educativa e la sua unitarietà

 

Art. 1 – Modello educativo

Il metodo educativo utilizzato dall’associazione è quello dello scautismo i cui principi fondamentali si trovano nell’opera di Baden-Powell, sono attualizzati nello Statuto e nel Patto associativo e tradotti in un modello educativo maturato progressivamente nell’esperienza dei capi. Essi sono perseguiti nelle varie branche in maniera adeguata all’età, rispettando i tempi di crescita dei singoli e della comunità. Ad essi si ispirano i progetti educativi dei gruppi e le attività delle unità.

 

Art. 2 – Metodo attivo

In quanto metodo attivo, lo scautismo si realizza in attività concrete proposte alla ragazza e al ragazzo, che sono incoraggiati ad imparare con l’esperienza, la riuscita e i propri eventuali errori.

Lo stile con il quale si svolgono le attività è dell’imparare facendo, dando così primato all’esperienza.

Tutte le attività sono realizzate nella semplicità e si fondano sull’uso di mezzi poveri per una concreta educazione a questa virtù e per favorire la partecipazione alle attività di ogni ragazzo e ragazza, indipendentemente dalle condizioni economiche.

 

Art. 3 - Fondamenti pedagogici

Il metodo educativo dell’Agesci è una proposta educativa che:

  vede i giovani come autentici protagonisti della loro crescita;

  deriva da una visione cristiana della vita;

  tiene conto della globalità della persona e quindi della necessaria armonia con se stessi, con il creato, con gli altri;

è attenta a riconoscere valori, aspirazioni, difficoltà e tensioni nel mondo dei giovani.

 

Art. 4  - Le branche: profili e suddivisione

In relazione alle caratteristiche psicologiche delle successive età dei ragazzi e delle ragazze, il metodo scout si articola in tre momenti specifici, coordinati e progressivi di educazione, denominati branca Lupetti/Coccinelle, branca Esploratori/Guide, branca Rover/Scolte.

 

Art. 1

BRANCA L/C

La branca Lupetti e Coccinelle si rivolge ai bambini e alle bambine compresi tra gli 8 e gli 11/12 anni  e si propone di far vivere loro pienamente la fanciullezza come ricchezza in sé e come fondamento di una autentica vita adulta.

In funzione dell’Ambiente Fantastico “Bosco” oppure “Giungla”, adottato dal gruppo, i bambini e le bambine si riuniscono in unità chiamate rispettivamente cerchio oppure branco.

 

 

Art. 1

BRANCA E/G

La branca Esploratori e Guide si rivolge ai ragazzi ed alle ragazze di età compresa tra gli 11/12 ed i 16 anni e si propone di favorire la realizzazione di una identità solida capace di entrare in relazione con gli altri.

I ragazzi e le ragazze si riuniscono in squadriglie. Più squadriglie formano un reparto.

 

Art. 1

BRANCA R/S

La branca Rover/Scolte si rivolge ai giovani e alle giovani compresi tra i 16 ed i 20/21 anni e si propone di favorire la crescita di ciascuno nell’impegno dell’autoeducazione, nella disponibilità al servizio del prossimo, nello sforzo di maturare delle scelte per la vita.

I giovani e le giovani si uniscono in Comunità rover/scolte, formate da un primo momento chiamato noviziato e da un secondo chiamato clan se maschile, fuoco se femminile, clan/fuoco se misto.

 Art. 5 - Progetto educativo

Il progetto educativo di gruppo elaborato dalla Comunità capi assicura l’unitarietà della proposta educativa dell’associazione tra le varie unità, la sua continuità tra le varie branche, il suo adattamento alle accertate necessità dell’ambiente in cui il gruppo vive.

Il progetto educativo di gruppo, che assume forma scritta, si muove all’interno dello Statuto, del Patto associativo e del Regolamento dell’associazione. Esso è presentato ad ogni nuovo capo che entra in Comunità capi, illustrato alle famiglie dei ragazzi e periodicamente ridiscusso secondo le necessità.

Il progetto educativo di gruppo viene concretizzato nei programmi di unità con gli strumenti specifici di ciascuna branca.

 

Art. 6 - Partecipazione associativa

Le unità partecipano alle attività organizzate dalle zone, dalle regioni e dalle branche a livello nazionale per arricchirsi di nuove esperienze, far conoscere le proprie e qualificare meglio la loro presenza nel territorio. Per questo ultimo aspetto, le zone operano per facilitare il contatto delle unità con enti locali, gruppi ecclesiali, associazioni giovanili e altri organismi simili.

 

Contenuti della proposta educativa

 

Art. 7 - I quattro punti di Baden-Powell

Baden-Powell ha posto a fondamento della proposta scout quattro punti:

  formazione del carattere

  salute e forza fisica

  abilità manuale

  servizio del prossimo

 

Essi sono sviluppati nelle tre branche con progressione e continuità, per mezzo di strumenti adatti a ciascuna età.

 

  Per formazione del carattere si intende la formazione della personalità, cioè di una relazione positiva con se stessi. L’educazione del carattere mira ad ottenere le capacità di fare scelte, di scoprire ciò che si può e si vuole essere, di prendersi delle responsabilità, di farsi dei programmi coscienti di vita scoprendo la propria vocazione nel piano di Dio. Essa comprende tutta una serie di virtù umane come lealtà, fiducia in se stessi, coraggio, senso della gioia, ottimismo, rispetto dei diritti, autodisciplina, elevazione del proprio pensiero e dei propri sentimenti.

 

  Per salute e forza fisica si intende la conoscenza e un rapporto positivo con il proprio corpo in quanto dono di Dio e fonte di relazione con gli altri e con l’ambiente: si intende cioè accettare e avere cura del proprio corpo, ricercare un’alimentazione sana, riposarsi correttamente, ricercare ritmi naturali di vita, esprimersi, vivere correttamente e serenamente la propria sessualità, saper affrontare la fatica, la sofferenza, la malattia, la morte.

 

  Per abilità manuale si intende una relazione creativa con le cose; l’educazione all’abilità manuale mira ad ottenere un’intelligenza ed una progettualità pratiche; una capacità di autonomia concreta a realizzare, partendo da mezzi poveri, a valorizzare quello che si ha perché lo si sa usare. La riscoperta dell’uso intelligente delle proprie mani porta con sé una serie di comportamenti positivi: la gioia del saper fare, l’accettazione della fatica e del fallimento, la pazienza, la concretezza, l’essenzialità, il buon gusto.

 

  Per servizio del prossimo si intende l’educazione all’amore per gli altri, al bene comune e alla solidarietà, a scoprire la ricchezza della diversità nelle persone, a vivere e lavorare insieme per costruire un mondo più giusto, a rendersi utili in qualunque momento ciò sia richiesto, mettendo a disposizione le proprie energie e capacità.

 

Art. 8 - Educazione alla fede

L’annuncio del Vangelo anima e sostiene l’intera proposta educativa dell’Agesci. Le attività dell’unità, il clima in essa creato, lo stile e l’atteggiamento dei capi costituiscono un luogo privilegiato per l’incontro personale con Dio e per il cammino di fede del ragazzo e della ragazza.

La fede è vissuta nella Chiesa; la Comunità capi vive il suo carisma educativo inserita nella vita della Chiesa locale ed offre, con la specificità dello scautismo, un modo di educare alla fede e all’ecclesialità. A tal fine, gruppi e unità ricercano rapporti costanti e costruttivi con organismi pastorali delle comunità locali, cui prendono parte nei modi e nei momenti appropriati.

Nel fare la proposta di fede nelle diverse età l’associazione si inserisce nel progetto catechistico della Chiesa italiana, riconoscendo nel “Catechismo per la vita cristiana” della CEI il principale riferimento per i contenuti da trasmettere e lo stimolo per l’elaborazione di itinerari originali per condurre fanciulli, ragazzi e giovani verso la maturità della fede.

 

Art. 9 - Itinerari di fede

L’itinerario di fede parte dalle concrete situazioni della vita dei ragazzi e delle ragazze dentro e fuori le attività scout, per portarli a comprendere come la Parola di Dio illumini tutta la realtà della vita per rivelarne il significato umano, religioso, cristiano.

L’annuncio di Gesù Cristo presente nella vita della Chiesa in cammino verso il Regno, caratterizza l’itinerario di fede attraverso le esperienze dell’ascolto della Parola, della preghiera e della celebrazione del mistero, della testimonianza e del servizio.

Tale itinerario si inquadra nel progetto educativo di gruppo e si attua nelle tappe della progressione educativa scout attraverso la proposta di esperienze e la mediazione di simboli che facilitano l’integrazione tra la fede e la vita.

Corresponsabili dell’educazione alla fede in associazione sono capi ed assistente ecclesiastico, chiamati ad essere testimoni della fede, secondo il loro specifico ministero nella Chiesa. Il servizio diviene efficace e fecondo attraverso l’esemplarità delle scelte e dei comportamenti; ciò presuppone un atteggiamento interiore di crescita e specifici momenti individuali e comunitari di formazione spirituale.

 

L/C

 

Art. 2

ITINERARIO DI FEDE

Nel branco e nel cerchio i bambini sono chiamati a conoscere tutte le proprie potenzialità ed a scoprirsi figli di Dio con la semplicità e il linguaggio caratteristico della loro età. Gesù stesso ha indicato nel fanciullo il tipo dell’uomo che incontra il Messia, insegnando ad accoglierlo per ciò che è già e non solo per ciò che sarà. I bambini sono capaci di molteplici atteggiamenti favorevoli all’esperienza religiosa: meraviglia e stupore, senso del bello e della gioia, imitazione di modelli significativi, senso di appartenenza alla comunità e rispetto della sua legge. Senza far leva eccessivamente sull’emotività e sull’osservanza delle regole, i bambini sono accompagnati nella graduale maturazione della loro vita spirituale, superando così il naturale egocentrismo grazie all’incontro con Gesù e col suo Vangelo.

Tutta la vita del branco e del cerchio è permeata dall’amore di Dio, sorgente della vera Famiglia Felice. Si farà attenzione particolare a creare un clima di fraternità cristiana che stimoli la crescita nella fede e in cui prendano significato le attività più specifiche di catechesi.

L’armonia tra catechesi sistematica e occasionale, tra testimonianza degli adulti e clima di comunità, può aiutare a costruire un rapporto vivo e personale con  l’esperienza cristiana ed ecclesiale.

L’itinerario si basa su tre elementi:

• La catechesi mette i bambini a contatto vivo con la Parola di Dio, attraverso un itinerario di prima scoperta della Sacra Scrittura, al fine di conoscere e saper

E/G     

 

Art. 2

SENTIERO DI FEDE

L’età dei ragazzi e delle ragazze che vivono l’esperienza della branca E/G è di grande cambiamento psicologico, umano e religioso; perciò l’educazione alla fede in questa fascia d’età tiene presente almeno due momenti psicologici distinti: la fase preadolescenziale, in cui l’esperienza religiosa è caratterizzata da passività e abitudine, da conformismo più che da una scelta autonoma e razionale, e la fase della prima adolescenza, in cui crescono il senso critico e il senso storico, e ci si apre alle domande sul senso della vita.

Consapevoli dell’importanza di un annuncio incarnato nelle condizioni di crescita dei ragazzi e delle ragazze, i capi  e l’assistente ecclesiastico li accompagnano in questo passaggio, per aiutarli ad elaborare un progetto di vita modellato sulla fede, cioè sulla fiducia in Gesù scoperto come amico.

L’integrazione fra l’educazione scout e la proposta di vita cristiana si compie, nel rispetto della maturazione di ogni ragazzo e ragazza, nella sua progressione personale.

Partendo dalla curiosità e dalla scoperta avventurosa di Cristo e della sua proposta di vita, l’esploratore e la guida sono stimolati ad acquisire competenze e buone abitudini come risorse per vivere nella fedeltà l’amicizia con Gesù e per essere utili agli altri; ciò in vista di quella nuova stagione di scelte più consapevoli e di impegni più esigenti che caratterizza l’autonomia adolescenziale e giovanile.

Sostenuti inizialmente dal gruppo

R/S

 

Art. 2

ITINERARIO DI FEDE

Obiettivo di tutto l’itinerario è la progressiva apertura alla vocazione dell’uomo creato “ad immagine e somiglianza di Dio” e inserito in un intreccio di molteplici relazioni che lo chiamano a lodare Dio, amare il prossimo, vivere nel mondo e averne cura, occuparsi di sé con autoresponsabilità.

La Comunità R/S propone un cammino di crescita dove il messaggio di Gesù, Dio e uomo, è annunciato (evangelizzazione), conosciuto e approfondito (catechesi), celebrato (liturgia) e vissuto (testimonianza) alla luce dell’insegnamento della Chiesa.

È l’incontro con la Parola di Dio che permette di dare solidità alle scelte e di rinnovare le ragioni della speranza e dell’impegno.

La presenza di giovani che hanno già maturato una scelta di fede, accanto a quella possibile di altri ancora in difficoltà, impegna la Comunità R/S ad una ricerca comune attraverso itinerari anche specifici.

Poiché è nella Chiesa che la fede viene vissuta, la Comunità partecipa alla vita della propria Chiesa locale..

 

raccontare la storia di Dio e dell’uomo nei suoi passaggi nodali e nei suoi personaggi principali. L’incontro personale con Gesù e una sempre più profonda conoscenza della sua vita e del suo insegnamento costituiscono, infatti, il centro e il fondamento di un’esistenza che si rivela già come chiamata a seguirlo.

• Scoprendo la presenza di Dio nella comunità, nella natura, nella vita, i bambini imparano a ringraziare il Signore per la gioia che dona loro e imparano a pregarlo sia insieme alla comunità che personalmente, sia in forma spontanea che attraverso le formule della Chiesa. L’educazione alla preghiera e alla celebrazione valorizza i momenti più significativi dell’anno liturgico, le esperienze principali della comunità, le tappe del cammino dell’iniziazione cristiana vissuto dai fanciulli, dedicando una particolare attenzione all’Eucarestia.

• La catechesi offre un decisivo contributo all’opera globale di educazione morale dei bambini che, nella vita comunitaria e nella propria progressione personale, imparano a superare le difficoltà e a compiere la “Buona Azione” come esercizio di virtù umane e cristiane. Nella conoscenza e imitazione di Gesù, sull’esempio di S. Francesco e di altri modelli di vita cristiana, i bambini scoprono sempre più la presenza di Dio che, attraverso la legge dell’amore, li chiama a vivere con semplicità e gioia il Vangelo nella vita quotidiana.

• I personaggi-simbolo di Samuele, Aronne e S. Francesco possono essere utilmente adottati come guida nel percorrere armonicamente questi tre itinerari.

degli amici, il ragazzo e la ragazza vivono la propria avventura educativa come possibilità di un nuovo, libero incontro con se stessi in Cristo e nel progetto che liberamente accettano di costruire con Lui.

Il cammino di fede in branca E/G, come più in generale l’intera proposta rivolta a ragazzi e ragazze di questa età, è quindi un sentiero di “educazione alla libertà” e di scoperta e di accoglienza di Cristo come garanzia di libertà. Il ragazzo e la ragazza, attraverso esperienze sempre più impegnative ed esplicite nel loro significato umano, religioso, cristiano, passano dall’abitudine a fare il bene mediante la buona azione a scegliere di essere sempre buoni, ossia di tendere alla santità, resa possibile dal confronto con la Parola, a partire dalle provocazioni della vita quotidiana, personale e comunitaria, all’interno e fuori del reparto.

Gli strumenti tipici della progressione personale - tappe, specialità, competenze, verifiche progressive e puntuali, confronto con i capi e con l’assistente ecclesiastico - offrono molteplici possibilità di concretizzare la proposta di fede con l’educazione ai piccoli gesti e agli impegni che preparano scelte più significative e globali.

 

 

  Art. 10 - Pedagogia scout nell’educazione alla fede

La pedagogia scout è ispirata ad un modello di uomo, che si esprime negli orientamenti della progressione personale, dalla Promessa alla Partenza, originando uno specifico spirito e stile di vita, i cui valori sono sintetizzati efficacemente nella Legge, nella Promessa e nel Motto.

Le esperienze caratteristiche del metodo scout hanno già una valenza religiosa, che - attraverso l’annuncio della Parola e la celebrazione dei sacramenti - fa dello scautismo un’occasione di incontro con il Vangelo e una originale forma di spiritualità cristiana.

Le varie fasi del cammino scout si esprimono nello spirito del gioco, nel senso dell’avventura, nella spiritualità della strada: l’educazione alla fede dei ragazzi e delle ragazze trova in questo patrimonio di valori il terreno adatto per una proposta di crescita graduale ed armonica.

 

L/C

 

Art. 3

PEDAGOGIA SCOUT NELL’EDUCAZIONE ALLA FEDE

L’educazione alla fede si attua con gradualità e continuità, lungo la progressione personale del lupetto e della coccinella, nella prospettiva unitaria del cammino di crescita verso la Partenza.

Attraverso le fasi progressive della scoperta, della competenza e della responsabilità, il bambino e la bambina crescono in un rapporto di confidenza filiale con Dio Padre, che scoprono e conoscono per mezzo del suo Figlio Gesù, che si impegnano a seguire e imitare negli atteggiamenti di lode a Dio e amore ai fratelli. Nel clima di Famiglia Felice il bambino e la bambina scoprono l’amore del Padre e la fiducia che Egli sempre dona ai suoi figli.

Per raggiungere questo obiettivo, il cammino di educazione alla fede si inserisce armonicamente nel programma del branco e del cerchio e nelle diverse tappe della progressione  personale di ogni lupetto e di ogni coccinella.

 

E/G

 

Art. 3

PEDAGOGIA SCOUT NELL’EDUCAZIONE ALLA FEDE

La proposta scout si attua in esperienze concrete che spesso acquistano un valore simbolico e comunicano un profondo messaggio umano, religioso e cristiano.

In questa prospettiva acquistano un significato particolare tutti i momenti che compongono la vita di reparto, perché attraverso la vita comunitaria si inizia a sperimentare la dimensione ecclesiale dell’esistenza cristiana.

In particolare, la squadriglia offre momenti di preghiera in cui tutti i suoi membri sono chiamati a partecipare attivamente, mentre l’impresa stimola ad individuare ed accogliere le proprie responsabilità per la costruzione del Regno. Inoltre, l’hike, la veglia alle stelle, le cerimonie costituiscono occasioni propizie per esperienze forti di fede e di ascolto della Parola.

L’educazione morale conduce a riconoscere, accettare e

 

R/S

 

Art. 3

PEDAGOGIA SCOUT NELL’EDUCAZIONE ALLA FEDE

La branca R/S propone ai giovani e alle giovani, nel rispetto degli itinerari personali di maturazione vocazionale, una esplicita e particolare esperienza di fede attraverso la spiritualità della Strada, la celebrazione e il confronto nella Comunità, il Servizio come atto di amore. La spiritualità della Strada, nei suoi tratti di essenzialità, fedeltà, sacrificio, precarietà e disponibilità, educa ad una continua conversione secondo l’azione dello Spirito e il tradizionale riferimento a San Paolo ne illumina il senso profondo. La Strada è scuola di fedeltà nella preghiera personale, è attitudine al silenzio e semplicità di cuore per cogliere la voce di Dio e dei fratelli.

• La capacità di ascolto e lettura della Parola viene sviluppata, nella Comunità R/S, secondo le doti e le attitudini di ciascuno, attraverso momenti specifici di formazione.

L’ambiente educativo nel suo complesso, i rapporti positivi e il clima di gioia tra adulti e bambini stimolano la crescita nella fede; tuttavia, nel corso dell’anno, si programmano attività più specifiche di catechesi. Esse si pongono, di norma, come originale complemento alla preparazione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana che i bambini vivono nella parrocchia e nella famiglia. Ciò non esclude la possibilità che l’itinerario di fede in branco e in cerchio si realizzi, a particolari condizioni, come cammino di iniziazione cristiana.

Il metodo della branca e la vita dell’unità offrono molteplici occasioni per suscitare nel bambino e nella bambina un’interpretazione religiosa e cristiana della propria esperienza: simbolismo e morale dell’Ambiente Fantastico, il gioco, la vita nella natura, la fraternità della Famiglia Felice, l’impegno nella progressione personale e per le specialità, le uscite e le vacanze di branco e cerchio, il rapporto con i capi, specifiche attività a tema, il racconto e l’espressione, ecc.

Alcuni spunti specifici appartengono alla tradizione del lupettismo e del coccinellismo cattolici: il riferimento alla figura di San Francesco, la spiritualità dell’ “eccomi”  per le coccinelle, le preghiere tradizionali, segni e simboli. Queste e altre opportunità vengono valorizzate all’interno di una programmazione educativa che, non isolando la dimensione religiosa, la articola in maniera originale e pedagogicamente efficace.

interiorizzare quei valori che, praticati, sono via per il raggiungimento della felicità.

Le celebrazioni sacramentali e i momenti di preghiera che coinvolgono tutto il reparto aiutano a condividere con gli altri gioie e difficoltà e a vivere in una dimensione di ringraziamento e di semplicità.

In generale, tutto l’itinerario di fede del reparto è ritmato dai tempi dell’anno liturgico come cammino privilegiato per la scoperta del mistero di Cristo, per mettersi alla sua sequela e per approfondire il valore dei sacramenti.

Approfondimenti tematici e letture sistematiche potranno utilmente accostarsi all’uso degli strumenti del metodo.

• A partire dal senso religioso insito nell’esperienza scout, soprattutto nel simbolismo della Strada, il rover e la scolta fanno esperienza della liturgia sia nella Comunità R/S che nelle comunità ecclesiali in cui vivono. È attraverso questa concreta esperienza che potranno maturare la consapevolezza di essere parte dell’unica Chiesa Universale che celebra il mistero di Cristo nel tempo. La peculiarità del metodo scout li aiuterà inoltre a entrare nell’universalità dell’esperienza di preghiera e celebrazione della Chiesa.

L’educazione morale caratteristica di tutta la proposta scout culmina in branca R/S con lo sviluppo di competenze e acquisizioni di valori in vista del Servizio come stile di vita, vocazione a vivere l’amore di Cristo per l’uomo, in un cammino graduale che renda modalità di vita quotidiana gli atteggiamenti vissuti in occasioni particolari.

• A partire dalle concrete esperienze di ciascun componente la Comunità R/S, la Catechesi stimola una riflessione illuminata dalla fede e dall’insegnamento della Chiesa sull’impegno di solidarietà e di liberazione che ogni uomo deve assumersi per sé e per i fratelli fino a fare prendere coscienza della missione di evangelizzazione e promozione umana che caratterizza il cammino della Chiesa nel mondo.

Art. 11 – Educazione all’amore e coeducazione

Lo scautismo riconosce in ogni ragazzo e ragazza una persona unica e irripetibile, perciò diversa ed originale in ogni sua dimensione, compresa quella affettivo-sessuale.

Tale riconoscimento rende fondante la scelta della coeducazione che, proposta come valore e utilizzata come strumento, sostiene l’azione educativa di tutta la proposta scout.

Crescere insieme alle persone vicine, diverse nel corpo, nella storia, nelle aspirazioni, vuol dire cogliere la reciprocità, che è non solo riconoscimento, accettazione e valorizzazione della diversità sessuale, sociale e culturale dell’altro, ma anche relazione da cui non si può prescindere per giungere alla piena consapevolezza di sé.

L’associazione crede fermamente che dal rapporto particolare uomo-donna nasce la famiglia umana e scaturisce la vocazione dell’uomo a vivere con l’altro, perciò propone – attraverso l’incontro tra i due sessi – un cammino di crescita che, partendo dalla scoperta e dalla conoscenza della propria identità di genere, conduca alla scoperta ed alla conoscenza dell’altro, per instaurare con esso un dialogo ricco e costruttivo, attraverso cui rileggere e riflettere sul proprio modo di essere uomo o donna, superare ruoli e modelli precostituiti e collaborare in modo fecondo.

Nella reciprocità e nel dono di sé, lo sviluppo della identità di genere e la relazione interpersonale orientano, con crescente profondità ed intensità, la dimensione affettiva e la capacità di amare di ognuno.

Nella realizzazione di questa proposta l’uomo e la donna partecipano al progetto creativo di Dio.

 

L/C

 

Art. 4

EDUCAZIONE ALL’AMORE E COEDUCAZIONE

L’età del lupetto e della coccinella coincide con il momento in cui si maturano cognizioni, emozioni e comportamenti che consentono loro di esprimersi, anche sessualmente, in relazione ai propri bisogni.

I capi, nel costruire itinerari individuali e comunitari, devono rispettare il mistero della persona e i suoi tempi di crescita:

• nella scoperta gioiosa del proprio corpo come dono di Dio e nella confidenza con esso;

• nella scoperta della diversità dell’altro, nell’arricchimento reciproco del vivere insieme;

• nel superamento della ruolizzazione stereotipata dei sessi, nell’attenta valorizzazione degli elementi personali.

Le caratteristiche psicologiche di questa fascia di età non richiedono la necessità di prevedere momenti differenziati fra i sessi nella programmazione delle attività e nella vita dell’unità.

Occorre inoltre valorizzare l’innata serenità del bambino e della bambina riguardo la scoperta di sé e dell’altro, da vivere come un dono che rende più ricca e completa la persona.

Questo processo di scoperta è favorito dalla testimonianza dei capi, quali persone che in modo sereno e maturo vivono la propria identità nella relazione con l’altro, proponendo modalità di relazioni e situazioni che non ricalchino ruoli stereotipati.

E/G

 

Art. 4

EDUCAZIONE ALL’AMORE E COEDUCAZIONE

L’età di reparto coincide con il momento di maggiore evoluzione dei ragazzi e delle ragazze. Durante questo periodo gli esploratori e le guide devono poter essere aiutati a riscoprire se stessi, nel loro corpo che cambia rapidamente; a saper accogliere gli altri loro coetanei, anch’essi coinvolti nello stesso cambiamento; a sentirsi amati e amabili; a essere pronti a una collaborazione fraterna con tutti.

Occorrerà pertanto favorire esperienze che aiutino i ragazzi e le ragazze a giungere gradualmente a una più approfondita conoscenza, accettazione e possesso di sé stessi; qualità/obiettivi che svilupperanno donando se stessi nell’accogliere l’altro, il diverso, tramite gesti e parole che siano espressioni del proprio essere, e non frutto di condizionamenti esterni.

Nel proporsi questi obiettivi - la scoperta e l’accettazione della propria sessualità, la scoperta e l’accettazione dell’altro, l’integrazione della genitalità con l’affettività, l’oblatività, il superamento dei ruoli stereotipati - occorre tenere sempre ben presenti:

• il senso di smarrimento che disorienta ragazzi e ragazze;

• il differente sviluppo psicofisico (sessualità genitale/sessualità spirituale);

• la diarchia quale valore pedagogico irrinunciabile nelle

R/S

 

Art. 4

EDUCAZIONE ALL’AMORE E COEDUCAZIONE

La Comunità R/S aiuta le scolte e i rover a crescere insieme nel rispetto delle reciproche differenze con la fiducia che questo possa favorire e valorizzare la scoperta della reciproca identità e lo stabilirsi di rapporti umani arricchenti tra l’uomo e la donna superando ruoli precostituiti.

Questo si realizza attraverso la conoscenza e il rispetto del proprio corpo, dono di Dio e strumento di Servizio al prossimo attraverso lo sviluppo delle capacità affettive e del rapportarsi agli altri vivendo l’amore come dialogo e dono. È compito del giovane gestire consapevolmente il proprio corpo e la propria sessualità secondo il proprio progetto di vita accettandone doti e limiti, quale custode ne cura la salute nel rispetto della vita e del suo mistero, rifiutando tutto ciò che può arrecarvi danno (droghe, alcool, sfida del pericolo, aborto).

Sarà opportuno che la valorizzazione delle differenze avvenga anche attraverso l’equilibrio di attività comuni e attività separate che arricchiscano e facciano maturare un confronto aperto. I capi, uomo e donna, sono chiamati a dare testimonianza del proprio percorso sulla strada della crescita personale verso l’amore e la propria capacità di rapportarsi con gli altri ne costituiranno l’esempio.

 

 

unità miste;

• in ultimo, ma non perché di minore importanza, la situazione culturale del luogo in cui la proposta avviene, e di conseguenza le esperienze di base vissute dai ragazzi e dalle ragazze.

I capi sono chiamati, nella loro maturità personale, a vivere e a coinvolgersi nel gioco dei ragazzi mantenendo la caratteristica di adulti. I capi inoltre devono essere coscienti che il rapporto educativo è particolarmente importante in questo ambito: la loro posizione di modelli e il loro comportamento quindi devono tenere sempre presente il grado di comprensione dei ragazzi e delle ragazze cui si rivolgono.

In riferimento al reparto, le Comunità capi sceglieranno, secondo linee progettuali del gruppo, le forme monosessuali, parallele o miste.

 

Art. 12 – Significato metodologico della coeducazione

Nel suo significato strettamente metodologico, coeducazione significa anche far vivere ai ragazzi dei due sessi esperienze in comune, secondo un progetto educativo unico che preveda attività comuni continuative o frequenti e regolari. Le attività comuni hanno lo scopo di portare ragazzi e ragazze a scoprire l’arricchimento reciproco che essi ricevono, proprio perché diversi, dal vivere esperienze eguali, per quanto concerne le proprie possibilità di espressione e realizzazione personale; valorizzano le caratteristiche positive tipiche dei due sessi e ne favoriscono la reciproca accettazione.

In queste attività il capo pone attenzione nel far vivere l’esperienza con ruoli e coinvolgimenti differenti a seconda dei diversi tempi di maturazione di ragazzi e ragazze.

Per questo sarà importante:

• rispettare il mistero della persona e i suoi tempi di crescita, ponendo la massima attenzione nella programmazione della attività e nella vita dell’unità;

• aiutare questo processo di scoperta attraverso la testimonianza dei capi quali persone che in modo sereno e maturo vivono la propria identità e la sanno mettere in relazione con l’altro.

Questi obiettivi possono essere conseguiti attraverso unità monosessuate, parallele o miste.

Per le unità monosessuate, al fine di una completa e armonica dimensione educativa, è opportuno favorire periodicamente l’incontro e attività con unità di altro sesso.

La diarchia dei capi, quale modello di riferimento di relazione adulta uomo/donna, è importante strumento educativo anche in unità monosessuali.

Le unità miste devono prevedere anche attività separate per ragazzi e ragazze, ai fini di favorire un più completo sviluppo dell’identità sessuale.

 

Art. 13 - Educazione alla cittadinanza

L’educazione alla cittadinanza e all’impegno politico è presente in modo intrinseco nello scautismo che propone a ragazzi e ragazze una dimensione comunitaria che li aiuta ad affrontare il complesso sistema di relazioni che ne derivano.

I valori del metodo scout indirizzano, inoltre, verso la scelta della solidarietà, intesa ad affermare e difendere il primato assoluto della persona umana e della sua dignità.

L’educazione alla cittadinanza richiede una precisa intenzionalità da parte dei capi educatori: essa deve infatti considerare il ragazzo, e con esso l’unità, soggetti politici attivi e passivi all’interno della realtà che li circonda. Il ragazzo deve cioè essere aiutato a rendersi consapevole dei diritti e dei doveri sociali che ha, attraverso azioni reali e concrete: di analisi critica delle situazioni alla sua portata di comprensione che lo vedono o lo possono vedere coinvolto; di progettazione, con l’unità e con altre forze presenti sul territorio interessato, di soluzioni, adeguate alle sue capacità, risolutive al problema individuato; di partecipazione personale efficace per il raggiungimento delle soluzioni stesse.

L’educazione alla cittadinanza è favorita anche dalla testimonianza dell’impegno politico vissuto dai capi (nel rispetto delle compatibilità indicate dall’associazione) trasmesso anche nel servizio educativo svolto in associazione nella formazione di future generazioni, oltre che dalla presenza attiva della comunità capi in quegli ambiti del territorio dove le sue specificità di associazione educativa la chiamano.

 

L/C

 

Art. 5

EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA

L’esperienza di branco e di cerchio, fornendo ai bambini e alle bambine l’occasione di farsi gradualmente artefici della propria crescita, consente loro di sperimentare come l’impegno di ciascuno faccia progredire la comunità cui si appartiene.

È nel clima gioioso e sereno che i bambini scoprono il valore del “bene comune”, maturano gradualmente la consapevolezza dei propri diritti e comprendono che sono le regole a garantirne il rispetto.

Lo stile delle buone abitudini, richiesto al lupetto e alla coccinella, dei gesti quotidiani, semplici e concreti, promuove nei bambini il gusto dell’agire per gli altri e li aiuta a giudicare i propri comportamenti e i comportamenti altrui.

Nella vita del branco e del cerchio, i bambini vivono una dimensione di agonismo, che significa “sentire” il confronto come stimolo a migliorarsi, ma anche come possibilità di conflitto. Nella riflessione comunitaria, nella verifica e nel raggiungimento degli obiettivi i bambini e le bambine sperimenteranno la ricerca di soluzioni concrete ai problemi e la possibilità di superare ostacoli e difficoltà, scegliendo insieme la

E/G     

 

Art. 5

EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA

I ragazzi e le ragazze in età di reparto sono caratterizzati da uno spiccato bisogno di autonomia e indipendenza da tutto ciò che è “istituzione”.

Inizia in questa fase il cammino che li aiuterà a scoprire e sperimentare l’appartenenza ad una comunità sociale che supera i confini del proprio nucleo familiare e della propria realtà. Comincia a svilupparsi la coscienza dei principi che regolano la vita sociale, per divenire soggetto capace di assumersi la responsabilità del proprio agire: ciascuno, secondo le proprie possibilità, è chiamato a fare la sua parte per il bene di questa comunità.

Strumenti privilegiati in questa area educativa sono tutte le strutture di cogestione del reparto, i Consigli della Legge e di squadriglia, nonché la realizzazione di imprese capaci di lasciare un segno nella realtà circostante.

 

R/S

 

Art. 5

EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA

La Comunità R/S è momento prezioso di esperienza politica e di democrazia anche attraverso l’esperienza concreta del Servizio. La Comunità vive la scelta della solidarietà per la costituzione di una nuova cittadinanza aiutando i giovani e le giovani a divenire protagonisti attivi della vita civile e sociale del nostro Paese e della vita della nostra associazione ad essere cittadini de mondo. Per questo ogni rover e scolta è chiamato:

alla conoscenza attenta della vita e della gente sul territorio;

al confronto e al dialogo costruttivo con gli altri senza pregiudizi, imparando a gestire i conflitti in modo positivo;

a saper prendere decisioni in modo democratico all’interno della Comunità, nel rispetto dei singoli partecipanti, in vista di una progressiva capacità di cogestire la vita della Comunità insieme ai capi;

ad essere capaci di progettare interventi che rispondano a reali esigenze del territorio;

a saper stabilire relazioni e rapporti negli ambienti di lavoro, della scuola, nelle istituzioni locali e nelle associazioni che creino e facciano maturare la cultura della solidarietà;

via per riprendere il cammino comune.

Strumenti privilegiati di questa area educativa sono: la progressione personale, il gioco, la buona azione, il quaderno di caccia e di volo, il Consiglio della rupe, il Consiglio della Grande Quercia.

 

a stabilire un rapporto equilibrato e sobrio con le cose, sviluppando la consapevolezza della necessità di un utilizzo equo e giusto della ripartizione dei beni per il raggiungimento del benessere e della pace nel mondo;

alla legalità, quale mezzo per far crescere la coscienza civile e la lotta agli atteggiamenti di tipo mafioso;

alla responsabilità, favorendo occasioni di inserimento e di esperienze che richiedano una presenza e la partecipazione via via più personale;

alla condivisione e a vivere il proprio impegno di Servizio specialmente con i più piccoli e i più deboli in quelle realtà dove esistono situazioni di emarginazione e sfruttamento.

Art. 14 - Educazione alla mondialità e alla pace

L’educazione alla mondialità e alla pace è un aspetto essenziale della formazione scout, che si basa sulla stessa dimensione sopranazionale del Movimento e sul senso di fraternità mondiale dello scautismo e del guidismo, al di là di ogni differenza culturale, razziale, politica o religiosa.

Essa ha per scopo lo sviluppo di personalità aperte verso gli altri popoli e culture, dotate di spirito di collaborazione, in grado di comprendere i punti di vista delle altre persone e disposte al dialogo e al cambiamento.

 

L/C

 

Art. 6

EDUCAZIONE ALLA MONDIALITÀ E ALLA PACE

 

Nella branca Lupetti e Coccinelle, l’educazione alla mondialità e alla pace si realizza attraverso attività che risveglino la curiosità del bambino e della bambina per gli altri popoli, per le loro tradizioni, lingue e religioni.

La conoscenza e l’accettazione delle diversità aiutano il lupetto e la coccinella a comprendere la pari dignità fra tutti gli uomini.

Il branco e il cerchio educano i bambini alla pace attraverso la partecipazione attiva al Consiglio della rupe e della Grande Quercia, la condivisione, la corresponsabilità e la collaborazione alla vita di comunità vissuta nel clima di Famiglia Felice.

 

E/G

 

Art. 6

EDUCAZIONE ALLA PACE ED ALLA DIMENSIONE INTERNAZIONALE

La consapevolezza di essere cittadini del mondo favorisce la crescita di generazioni capaci di:

• promuovere solidarietà, aumentando la collaborazione fra le nazioni;

• conoscere ed accettare le diversità degli altri (i loro punti di vista, i loro interessi, le tradizioni, i costumi, le situazioni problematiche...), superando i particolarismi e la facile tentazione di emarginare chi è considerato diverso. Lo scoprire lo scautismo come movimento mondiale e poterlo sperimentare con apposite attività, favorirà la percezione di questo essere parte di una comunità più vasta.

I ragazzi e le ragazze inoltre saranno aiutati, in maniera proporzionata all’età e alla loro situazione, a scoprire le proprie attitudini, anche tramite le specialità e i brevetti di competenza, per prepararsi a un inserimento nel lavoro visto come contributo alla costruzione del mondo, e ad impegnarsi a vivere relazioni che favoriscono il dialogo e la pace.

 

R/S

 

Art. 6

EDUCAZIONE ALLA MONDIALITA’ E ALLA PACE

 

La Comunità R/S sa di essere chiamata alla costruzione della pace. Per questo valorizza il sentimento di fraternità e la dimensione soprannazionale propri dello scautismo, proponendo esperienze con gruppi scout di altri Paesi e la partecipazione ad attività internazionali, nonché esperienze di solidarietà internazionale. Educa all’accettazione e valorizzazione delle diversità culturali, sociali, politiche, religiose dei popoli per meglio capire la vita e i valori del proprio e degli altri Paesi.

Educa alla non-violenza, convinta che questo è il migliore tipo di azione per arrivare alla eliminazione delle ingiustizie che sono causa di conflitto. Per questo sviluppa con particolare impegno i contenuti e gli strumenti del metodo scout ed è aperta alla collaborazione con persone e gruppi non violenti.

 

Elementi del metodo

Art. 15 – Linguaggio simbolico

Lo scautismo si avvale di un linguaggio prevalentemente simbolico, che è una modalità della più ampia comunicazione educativa tra capi e bambini/e, ragazzi/e, giovani.

Il linguaggio, attraverso una serie di espressioni linguistiche (parole, frasi, azioni, …) e gestuali (cerimonie, saluti, simboli, esperienze, …), permette di comunicare – con maggiore profondità e immediatezza del linguaggio descrittivo – un certo mondo simbolico (la Giungla, il Bosco, l’Avventura, la Strada) che costituisce, ricorrendo all’immaginario, un sistema di riferimento e di valori che da immaginario e simbolico – nell’applicazione degli strumenti di branca – diventa pratico e concreto, trasferito dagli stessi bambini/e, ragazzi/e, giovani, nel comportamento quotidiano.

Sono espressione del linguaggio simbolico:

• il saluto scout: segno con cui tutti gli scout e le guide del mondo si riconoscono reciprocamente; ricorda l’impegno della Promessa;

• l’uniforme: segno di appartenenza all’associazione ed alla fraternità mondiale dello scautismo e del guidismo. È richiamo di essenzialità, di semplicità, di praticità e di rinuncia a seguire mode: è sempre indossata in ordine, corretta e completa;

• le cerimonie: esse scandiscono con parole, gesti e simboli adeguati l’intera vita dell’unità scout ed in particolare sottolineano l’importanza e fanno memoria delle varie tappe del cammino di progressione personale dei ragazzi e delle ragazze. Semplicità e solennità sono le caratteristiche di ogni cerimonia scout vissuta secondo il linguaggio proprio di ciascuna branca e la tradizione del gruppo e dell’unità. Ogni cerimonia costituisce un impegno del singolo con se stesso, con i suoi capi e con l’unità di cui fa parte e rafforza lo spirito di appartenenza alla comunità.

 

L/C

 

Art. 7

AMBIENTE FANTASTICO

 

La scelta caratterizzante il metodo della branca Lupetti e Coccinelle è l’Ambiente Fantastico come traduzione pedagogica di un racconto.

Per Ambiente Fantastico si intende il gioco continuativo di un tema in cui sono immerse le attività del branco e del cerchio.

Gli elementi che concorrono alla realizzazione di un Ambiente Fantastico che offra stabilità e continuità pedagogica e che risulti occasione educativa per i bambini e per i capi sono:

• il rispetto della psicologia del bambino e della bambina;

• la presenza di una figura che permetta all’adulto di inserirsi nel gioco;

• la presenza di un contenuto morale fornito da vicende e personaggi di una vita ideale;

• la presenza di un cammino di crescita personale e comunitaria;

• il riferimento alla natura vista come occasione pedagogica per aiutare a cogliere e scegliere uno stile di vita;

• la possibilità di ambientare trame di gioco.

Gli Ambienti Fantastici utilizzati nella branca Lupetti e Coccinelle sono i seguenti:

E/G

 

Art. 7

AVVENTURA

 

L’atmosfera di avventura è l’esca educativa che spinge gli esploratori e le guide all’azione, animando nel concreto le esperienze vissute, mentre lo spirito scout e l’impegno a crescere nella fede sostengono la vita del reparto e le danno senso. È l’avventura di costruire se stessi, utilizzando in maniera imprevista e imprevedibile le esperienze acquisite durante l’infanzia e di cui ci si va arricchendo nell’adolescenza; è l’avventura di scoprire il mondo e riorganizzare la conoscenza secondo schemi personali; è l’avventura di provare se stessi in rapporto al mondo e agli altri.

Diventa allora determinante l’esercizio dello scouting: l’arte di osservare la realtà vissuta, di interpretarla e di agire conseguentemente in essa. Non si tratta, quindi, solo di un insieme di tecniche, ma di un modo di affrontare l’esistenza che favorisce anche lo sviluppo di uno stile progettuale.

 

R/S

 

Art. 7

STRADA, COMUNITÀ, SERVIZIO

Strada, Comunità e Servizio costituiscono i tre elementi complementari ed indissociabili del metodo R/S da cui derivano le concrete attività della branca. Sono l’espressione della visione globale dell’uomo che è:

in cammino sulla Strada, esperienza di vita povera ed ascetica, luogo di conoscenza di sé e del mondo, di disponibilità al cambiamento, di impegno a costruirsi con pazienza e fatica;

disponibile all’incontro con gli altri, alla condivisione di gioie e sofferenze, di speranze e progetti. La Comunità è luogo di crescita e di confronto attraverso cui si riscopre la propria personalità.

pronto al Servizio, che diviene modo abituale di relazione con i fratelli. Il mistero della persona viene accolto attraverso l’ascolto, l’impegno per i più piccoli, i più deboli, gli emarginati, il dono delle proprie capacità, creatività, abilità manuale, gioia di vivere.

 

Art. 8

STRADA

Il roverismo e scoltismo si ispira prevalentemente al valore della strada, per questo la Comunità R/S vive i suoi momenti più intensi in

• La Giungla, vissuta attraverso Le storie di Mowgli, tratte dai Libri della Giungla di Kipling, nell’utilizzazione fattane da B.-P.;

• il Bosco, vissuto attraverso il racconto Sette Punti neri nella elaborazione fattane dalla branca Lupetti e Coccinelle.

Le unità che adottano l’Ambiente Fantastico Giungla prendono il nome di branco; quelle che adottano il Bosco, prendono il nome di cerchio.

All’Ambiente Fantastico utilizzato dall’unità sono ispirati i termini e i simboli che designano i momenti della progressione personale, i nomi di alcune strutture e attività fondamentali del branco e del cerchio, nonché un linguaggio più specifico.

Le “Parole Maestre”, contenute nei testi Le storie di Mowgli e Sette punti neri, sono espressioni che richiamano un valore di riferimento, ne stimolano l’adesione, suggeriscono un comportamento, incentivano un modo attivo di vivere. I capi le mettono in evidenza in particolari situazioni che si vivono in branco.

 

cammino. Infatti:

• camminare a lungo sulla Strada permette di conoscere, dominare e superare se stessi e dà il gusto dell’avventura;

• portare a lungo lo zaino e dormire sotto la tenda insegnano l’essenzialità e il senso della propria precarietà; fanno sperimentare, inoltre, situazioni di povertà, di solitudine e di lontananza proprie di tanti fratelli;

• camminare nella natura insegna a vedere le cose e se stessi come creature di Dio, fa immergere nell’ambiente originario di vita, rende maggiormente coscienti del proprio corpo, rispettosi e amici degli uomini, degli animali, delle piante, di tutto il creato; insegna a sentirsi responsabili del “giardino” nel quale Dio ha posto ciascuno, come custodi di beni dati in uso non in proprietà, dati per tutti e non per pochi;

• camminare con gli altri e incontro agli altri insegna l’amicizia, la fraternità e la solidarietà;

• vivere la spiritualità della Strada permette di cogliere come tutte

e in cerchio Le Parole Maestre, insieme al clima di Famiglia Felice, all’atmosfera della Giungla e del Bosco costituiscono la “Parlata nuova”.

La Parlata nuova, secondo l’intuizione di B.-P., offre all’adulto uno strumento di comunicazione accessibile al bambino e alla bambina

 

Art. 8

AMBIENTAZIONI

Il gioco dell’Ambiente Fantastico non esclude attività occasionali che abbiano una collocazione fantastica, con simbologie e linguaggi propri, ispirata ad altri racconti che possono consentire ai capi di veicolare messaggi educativi.

Caratteristiche di tali ambientazioni sono la durata limitata nel tempo e l’assenza di riferimenti alle strutture di unità e alla progressione personale.

 

Art. 9

RACCONTO RACCONTATO

Il Racconto Raccontato è un modo per comunicare con i bambini, uno strumento privilegiato per instaurare un dialogo continuo e comunitario e per trasmettere loro dei valori attraverso la morale indiretta che si trae dal racconto stesso.

 

queste esperienze sono doni di Dio che aiutano ad arrivare a Lui

Art. 16 - Promessa, Legge, Motto

Le unità vivono la proposta dello scautismo nello spirito della Promessa, della Legge e del Motto.

 

Art. 17 -  Promessa

La Promessa costituisce l’adesione alla Legge scout e ai valori in essa contenuti. Essa esprime l’appartenenza alla fraternità mondiale dello scautismo e del guidismo.

Nei successivi passaggi di branca essa sarà rinnovata per esprimere l’adesione alla nuova comunità di crescita.

 

 

Art. 10

PROMESSA

Con la Promessa, il lupetto e la coccinella esprimono un concreto impegno personale di adesione alla Legge e alla comunità che li accoglie.

La sua formulazione è adeguata alle caratteristiche psicologiche del bambino e della bambina:

“Prometto, con l’aiuto e l’esempio di Gesù, di fare del mio meglio per migliorare me stesso/a, per aiutare gli altri, per osservare la legge del branco/cerchio”.

I lupetti salutano con la mano destra, portando all’altezza della tempia l’indice e il medio tesi e divaricati, l’anulare ed il mignolo ripiegati sotto il pollice. Le due dita del saluto ricordano i due articoli della Legge e le orecchie tese del lupo.

Le coccinelle salutano con la mano destra, portando all’altezza della tempia l’indice e il medio tesi, l’anulare ed il mignolo ripiegati sotto il pollice. Le due dita del saluto ricordano i due articoli della Legge.

In entrambi i saluti il pollice poggiato sull’anulare e sul mignolo indica l’impegno del più grande a proteggere i più piccoli.

 

Art. 8

PROMESSA

Con il pronunciare la Promessa si diviene esploratori e guide.

Dopo un breve periodo dall’ingresso in reparto (2-3 mesi) il ragazzo o la ragazza chiedono di pronunciarla quando ritengono di essere pronti a lanciarsi avventurosamente nel grande gioco scout.

Questo primo periodo, che non deve essere molto lungo, servirà per conoscere l’ambiente e le persone del reparto, lo stile e i simboli di squadriglia e di reparto e per cominciare a scoprire il senso della Promessa e della Legge scout.

La richiesta di pronunciare la Promessa va fatta dal novizio, su presentazione del capo squadriglia, al Consiglio della Legge, il quale l’accoglie non tanto valutando le capacità tecniche raggiunte o la capacità di tenere fede all’impegno assunto, ma tenendo conto della comprensione delle Legge dimostrata, della sincerità e dell’entusiasmo nel vivere la vita di squadriglia e di reparto.

La Promessa è pronunciata nelle mani del capo reparto alla presenza di tutto il reparto, che ha

 

Art. 9.

PROMESSA

La Promessa pronunciata in età R/S manifesta l’adesione allo scautismo e conclude la fase della conoscenza.

Promettere, o rinnovare la Promessa, è aderire ad uno stile di vita, scelto consapevolmente, che si esprime nel rispetto della Legge e nello spirito del motto.

In questo momento “forte” il rover e la scolta e la Comunità tutta sono stimolati alla riscoperta adulta e matura dei valori della Legge.

Il saluto richiama alla scolta e al rover i tre punti della propria Promessa. Si effettua con la mano destra, il pollice posto sul mignolo come simbolo di aiuto del più grande al più piccolo e tenendo le altre tre dita unite e distese. (per il testo della Promessa cfr. art. 8 del Regolamento metodologico branca E/G).

 

 

preparato e anima la cerimonia, su presentazione della squadriglia di appartenenza ed è così formulata:

“Con l’aiuto di Dio, prometto sul mio onore di fare del mio meglio:

• per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese;

• per aiutare gli altri in ogni circostanza;

• per osservare la Legge scout”.

La cerimonia, diversa secondo le tradizioni, deve mettere in luce che in questo modo si entra a far parte della grande famiglia degli scout di tutto il mondo. Il reparto è presente come testimone e si impegna ad aiutare il nuovo esploratore e la nuova guida a mantenere la Promessa.

Tutti i significati della cerimonia vengono resi chiari, oltre che con parole, con gesti e simboli adeguati. Tra questi, il saluto richiama all’esploratore e alla guida i tre punti della Promessa. Si effettua con la mano destra sovrapponendo il pollice al mignolo come simbolo di aiuto del più grande al più piccolo, e tenendo le altre tre dita unite e distese.

 

Art. 18 - Legge

La Legge esprime i valori che qualificano la proposta scout e aiuta ciascun membro dell’associazione nella sua crescita morale, sociale, relazionale e di fede. Ogni suo articolo esprime concretamente un agire, un fare, che coinvolge la persona nella sua globalità.

La sua caratteristica di uniformità e universalità è essenziale, pedagogicamente, per far percepire la dimensione internazionale dello scautismo e del guidismo e superare ogni particolarismo. Per questo motivo la Legge è anche permanente ed abitua al confronto con valori di fondo che non cambiano a seconda dei momenti e delle persone.

 

L/C

 

Art. 11

LEGGE

La Legge esprime le regole che aiutano ciascuno nel grande gioco della crescita. Essa è così formulata:

 

“Il lupetto/La coccinella pensa agli altri come a se stesso/a.

Il lupetto/La coccinella vive con gioia e lealtà insieme al branco/cerchio”.

 

L’adesione alla Legge del branco/cerchio è spontanea e gioiosa.

 

E/G

 

Art. 9

LEGGE

La Legge, con i suoi inviti al fare, all’agire, va vissuta come la tensione verso valori che accomunano tutti gli scout, assumendo altresì, in questa età, un significato di iniziazione allo sviluppo della coscienza morale. Per questo la tensione verso la Legge è costante nel tempo e favorisce negli esploratori e nelle guide un riferimento lungo il sentiero della progressione personale.

Affinché non si crei nella mente dei ragazzi l’idea di una distanza incolmabile tra la pratica quotidiana e gli ideali della Legge, i capi avranno l’attenzione di porla come punto di riferimento costante nel sentiero di ogni esploratore e guida e nelle verifiche di reparto, aiutandoli a viverla come stimolo e ragione di fiducia nella propria capacità di miglioramento.

La Legge è così formulata.

“La guida e lo scout:

• pongono il loro onore nel meritare fiducia;

• solo leali;

• si rendono utili ed aiutano gli altri;

• sono amici di tutti e fratelli di ogni altra guida e scout;

• sono cortesi;

• amano e rispettano la natura;

• sanno obbedire;

• sorridono e cantano anche nelle difficoltà;

• sono laboriosi ed economi;

• sono puri di pensieri, parole e azioni.”

R/S

 

Art. 10

LEGGE

Verificarsi rispetto alla Legge in età R/S è ripercorrere il proprio cammino scout rileggendone l’unitarietà. Sperimentando gli orientamenti proposti dalla Legge, il rover e la scolta scoprono che questi possono diventare per loro gli orientamenti fondamentali sui quali costruire la propria strada verso la felicità, in cui il cammino del singolo è proteso al bene comune. (Per il testo della Legge cfr. art. 9 del Regolamento branca E/G).

 

 

 

Art. 19 - Motto

Il motto dell’associazione è “sii preparato”.

Ciascuna branca ha un proprio motto che, nella progressione del metodo, esprime lo spirito della proposta scout.

 

L/C

Art. 12

MOTTO

Il motto dei lupetti è: “del nostro meglio”. Esso esprime lo spirito di impegno dei lupetti a migliorarsi, a superarsi continuamente, a progredire nel bene.

Non è il meglio in assoluto ma “il meglio” di ciascuno rispetto a quanto già fatto, in prospettiva di un nuovo “meglio”.

Il motto delle coccinelle è: “eccomi”. Esso esprime la disponibilità e la prontezza nella risposta all’invito ad entrare nel gioco, dando il meglio di sé.

Il Grande Urlo e il Grande Saluto affermano i contenuti dei motti e sono il simbolo della comunità riunita.

Essi sono l’insieme di tanti “del mio meglio/eccomi” ed esprimono la volontà di crescere con il proprio impegno e l’aiuto degli altri.

E/G

 

Art. 10

MOTTO

Il Motto degli esploratori e delle guide è “Sii preparato