Progetto  Educativo

del

Gruppo   Delta del Po  1

2003 - 2006

INDICE DEI CONTENUTI 

PERCORSO STORICO DEL GRUPPO SCOUT

Pag.2

ANALISI PSICO-SOCIALE PROBLEMATICHE

Pag.8

OBIETTIVI GENERALI DA REALIZZARE

Pag.11

LE MOTIVAZIONI  AL SERVIZIO EDUCATIVO

Pag.12

REALIZZARE, APPROFONDIRE, INTERIORIZZARE E ATTUALIZZARE I VALORI SCOUT

Pag.17

INTERIORIZZAZIONE DEI VALORI CRISTIANI

Pag.26

FAR CRESCERE LA SCELTA POLITICA

Pag.28

FORMAZIONE PERMANENTE DELLA CO.CA

Pag.30

                             

PERCORSO STORICO DEL GRUPPO SCOUT

I Fase: Preparazione e nascita del gruppo(1970/1971)

Nel 1970 Don Gino Bellotti, da poco giunto a Mesola come cappellano, lancia l'idea degli scout e organizza una squadriglia di sei

ragazzi che partecipa al campo estivo di Fanano con il gruppo di Portogaribaldi. L'anno successivo, con gli stessi sei ragazzi, fonda il gruppo di Mesola aprendo un reparto di esploratori ASCI di 18 ragazzi, convinto che lo scoutismo potesse essere un valido metodo educativo in un territorio così difficile come il basso ferrarese.

                              

II Fase:Apertura del Branco e settore femminile (1973)  

Nel 1973 si costituiscono anche le guide, i lupetti e le coccinelle; i capi responsabili hanno dai 15 ai 18 anni.

                      

III Fase: Radicamento nell’ambiente – Strutturazione gruppo (1973/1983) 

Si ha una buona espansione numerica, ma data la giovane età, la scarsa formazione e il numero di capi ridotto è faticoso continuare sino al 1983. Le attività sono comunque sempre continuate creando anche nell’ambiente riconoscimento e stima.

               

IV Fase:Apertura del Clan e prime partenze associative(1983/93) 

Iniziano nel 1983 i primi tentativi di creare il clan, che ha il suo lancio chiaro e definitivo nel 1989.

Da qui è partita un’altra fase, con una nuova generazione, se così possiamo dire.

Ci troviamo di fronte alle prime vere e proprie partenze dopo un cammino scout completo. Il clan si espande, contagia l'esterno, dà impulso e vigore a tutto il gruppo e si dirige in modo deciso verso il servizio. Si moltiplicano le esperienze di R.O.S.E.A. e la Co.Ca. si rinnova.

                        

V Fase:Apertura al territorio e capi extrassociativi(1993/99) 

In questi sei anni, dopo la fase di stabilizzazione della Co.Ca. si è passati alla fase di apertura al territorio limitrofo, in realtà non per un nostro progetto, ma per una serie di elementi, certamente non casuali,ma che crediamo siano rispondenti ad un progetto più grande.

In tale fase  abbiamo coinvolto  extrassociativi, di Gorino, Goro, Bosco Mesola,che divenuti capi hanno saputo portare nella Co.Ca il loro entusiasmo e la sete di conoscenze metodologiche ed esperienze che ci hanno particolarmente arricchito.  Inoltre ci siamo resi disponibili ad accompagnare la rinascita del Portogaribaldi 1, a consolidare Il Iolanda1 e a far sorgere il gruppo di Bosco Mesola.

L’apertura è avvenuta anche nei confronti della nuova zona di Ferrara alla cui nascita abbiamo attivamente collaborato e a cui partecipiamo  volendo dare pienamente il nostro contributo pur soffrendo la distanza che ci ha complicato e reso più faticoso il collegamento.

                  

VI Fase Dal Gruppo“Mesola1”al Gruppo “DELTA DEL PO1”(1999/2003) 

La Comunità capi si è strutturata adeguatamente innestando sui capi storici (20%) le partenze associative (40%)e i capi extrassociativi(40%). Prima la diversità presente in Co.Ca. era legata soltanto all’età e ai caratteri, ora è anche territoriale e di formazione ed è una sfida ancora più grande per poter vivere il valore dell’ unità nella ricchezza della diversità. Tutto questo ci ha portato nell’anno 2002/2003, grazie alla disponibilità di alcuni capi, ad aprire un Branco Lupetti/e a Goro dove  la realtà sociale necessita maggiormente di una presenza educativa. E alla fine dello stesso anno ci siamo resi conto che il gruppo assumeva una fisionomia diversa  non più gruppo del paese (Mesola) ma del territorio e che anche in prospettiva la possibilità di realizzare gruppi autonomi non era realistica si è pensato di cambiare nome al gruppo, perché il nome rappresenta l’identità, in modo che tutti iragazzi si potessero sentire pienamente appartenenti e si riconoscessero in quel nome. Si è scelto DELTA DEL PO1 perché colloca il gruppo immediatamente nel territorio e definisce con chiarezza l’entità sovrapaesana dello stesso. I paesi all’interno del gruppo utilizzeranno fazzolettoni diversi per salvaguardare anche l’identità più specifica( Mesola: Rosso/Blu – Bosco Mesola:Rosso/Verde con riga bianca – Goro: Verde con riga bianca).

Attualmente nel gruppo vi sono ragazzi che toccano tutti i paesi dell'ex vicariato mesolano (Gorino, Goro, Bosco Mesola, Monticelli,Massenzatica ed Ariano)e arriva sino a Codigoro e nel Veneto a Rivà ed Ariano Polesine.

La trasformazione è avvenuta proprio in coincidenza con la visita pastorale del nostro Arcivescovo Carlo Caffarra a cui abbiamo rappresentato il Bruco Mesola1 che diventa Farfalla Delta del Po1, che ci ha incoraggiato e sostenuto nell’incontro e nella sua lettera conclusiva con queste parole:

Penso che una delle grazie più preziose che il Signore ha fatto alla vostra comunità sia l' associazione scoutistica. Essa infatti costituisce nel vostro territorio la proposta educativa più adeguata: deve dunque essere promossa e curata in ogni modo. Tenendo conto di una duplice esigenza: fedeltà al "carisma"; chiara consapevolezza ecclesiale. Fedeltà al "carisma": a ciò che costituisce l'ispirazione fondamentale del movimento; chiara consapevolezza ecclesiale: non chiudetevi dentro al vostro ambito, favoriti forse in questo anche dalla vostra collocazione territoriale, ma abbiate una forte coscienza diocesana”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                 

 

 

 

 

 

 

 

 

                          

ANNO

L/C

E/G

R/S

CO.CA.

GRUPPO

 

M

F

TOT

M

F

TOT

M

F

TOT

M

F

TOT

M

F

TOT

1971

-

-

-

18

-

18

-

-

-

2

-

2

20

 

20

1972

-

-

-

21

-

21

-

-

-

2

-

2

23

 

23

1973

16

-

16

21

9

30

-

-

-

1

1

2

38

10

48

1974

24

8

32

10

15

25

11

-

11

1

-

1

46

23

69

1975

22

12

34

12

18

30

8

-

8

3

-

3

45

30

75

1976

17

7

24

20

14

34

-

-

-

8

1

9

45

22

67

1977

23

14

37

20

16

36

-

-

-

10

4

14

53

34

87

1978

18

10

28

15

10

25

-

-

-

7

2

9

40

22

62

1979

15

-

15

18

10

28

-

-

-

3

1

4

36

11

47

1980

16

-

16

16

14

30

-

-

-

3

1

4

35

15

50

1981

14

6

20

12

9

21

-

2

2

2

1

3

28

18

46

1982

15

6

21

9

11

20

-

1

1

3

2

5

27

20

47

1983

12

19

31

11

10

21

5

1

6

4

3

7

32

33

65

1984

19

26

45

18

17

35

5

1

6

4

3

7

46

47

93

1985

13

13

26

14

16

30

2

1

3

3

2

5

32

32

64

1986

16

24

40

20

27

47

-

-

-

6

2

8

42

53

95

1987

18

20

38

22

25

47

2

5

7

6

2

8

48

52

100

1988

18

19

37

15

20

35

4

11

15

7

2

9

44

52

96

1989

16

15

31

14

13

27

3

12

15

10

4

14

43

44

87

1990

15

14

29

18

15

33

8

13

21

8

4

12

49

46

95

1991

23

17

40

13

16

29

11

14

25

6

5

11

53

52

105

1992

25

16

41

17

22

39

13

18

31

6

4

10

61

60

121

1993

20

20

40

21

18

39

10

13

23

8

5

13

59

56

115

1994

30

24

54

10

12

22

7

13

20

11

11

22

58

60

118

1995

29

19

48

24

12

36

5

10

15

17

11

28

75

52

127

1996

41

24

65

34

21

55

2

7

9

16

8

24

93

60

153

1997

27

28

55

30

28

58

5

10

15

15

13

28

77

79

156

1998

29

12

41

23

34

57

8

6

14

13

11

24

73

63

136

1999

30

15

45

19

19

38

15

14

29

13

13

26

77

61

138

2000

21

20

41

23

7

30

12

13

25

13

17

30

69

57

126

2001

37

26

63

14

6

20

19

15

34

15

18

33

85

65

150

2002

37

34

71

22

9

31

19

8

27

16

16

32

94

67

161

2003

48

35

83

24

13

37

14

8

22

17

15

32

103

71

174

                                       

ANALISI PSICO-SOCIALE delle problematiche dell'AMBIENTE

L'ambiente mesolano risente di una mentalità secolarizzata ed indifferente tipica del ferrarese anche se non sempre diventa antireligiosa.

 L'aspetto religioso è ancora condizionato da pregiudizi ideologici anche se molto meno rispetto al passato, lasciando invece più spazio al facile benessere, all'assenza di ideali, al mito del successo come immagine e del denaro senza sacrificio, determinando, per chi non sta al passo, l' emarginazione che spesso sfocia nella piaga della tossicodipendenza e dell'alcolismo.

Manca il senso dell'appartenenza ad una comunità, c'è la difficoltà a fare progetti comuni e a lavorare insieme per

raggiungerli. Il bisogno della comunità che si esprime solo nell' aspetto di un controllo sociale ha più un effetto frenante, di appiattimento e di conformismo, che non di stimolo. In particolare il mondo giovanile viene intaccato da questi atteggiamenti che diventano disvalori profondi di cui anche la famiglia è spesso complice.

Ne deriva un identikit dei tratti problematici del giovane con alcune sfumature principali:

. L'individualismo e l'egocentrismo

. La superficialità e il disimpegno sociale

. L'indifferenza, l'apatia e la mancanza di iniziativa

. L'irresponsabilità dei propri gesti

. Il farsi vedere

. Il materialismo

. La pigrizia, la fuga dalla fatica, nessuna

capacità di adattamento

. L'assenza di senso critico

. La mancanza di cultura come formazione personale,  sostituita dalla critica facile per comodi pregiudizi e da pettegolezzi infantili e derisione scontata come forma di esibizione e difesa       

. Sfiducia nell’amicizia

. L’arroganza e  il bullismo coperto dalla famiglia che spesso vizia e conferma sempre il figlio, dove è più facile il “si”,il lassismo a scapito dell’autorevolezza specie paterna.

  La figura paterna è sempre più mamma e invece di essere stimolo all’apertura e riferimento valoriale è apprensiva e neutra a livello etico.

A livello affettivo la regola è "fare ciò che si sente" diventando istintivi, dove l'unico principio è quello del piacere. Le ragazze si stanno sempre più omologando al modello maschile diventando più aggressive e pretenziose e perdendo di vista un proprio modello che sappia salvaguardare la femminilità  nella sintesi tra la donna del passato e quella moderna. I maschi hanno sempre più timore e scappano o si sentono  costretti a mettere maschere da super-uomo, inseguendo falsi miti per nascondere le loro paure e il senso d'inferiorità che hanno dentro.

A livello intellettuale le ragazze sembrano essere meno superficiali dei ragazzi, proseguono in percentuale molto maggiore gli studi, ma non sempre ciò diventa cultura legata ai valori, cioè cultura che si fa servizio e spesso rimane ambizione personale.

A livello corporeo e manuale il ragazzo è bombardato dalle comodità, non riesce più a fare fatiche e sempre meno riesce ad esprimere con la gestualità i propri sentimenti profondi che spesso ignora.

Due caratteristiche sembrano evidenziarsi ultimamente in modo netto: la cultura dello sballo e l'assenza di amicizia vera.

I ragazzi sono sempre più incapaci di conoscere e gestire il loro mondo emotivo (specie la timidezza affettiva) e lo placano comperando emozioni attraverso lo sballo, diventando  spesso dipendenti, almeno psicologicamente, da  atteggiamenti e sostanze.

Il secondo aspetto, l'assenza di amicizia vera, rende molti ragazzi "ognuno col suo viaggio" sempre più soli, pur vivendo in  piccoli paesi dove sarebbe possibile avvertire un senso di appartenenza ed invece nei luoghi di ritrovo (bar) la comunicazione e basato essenzialmente sullo “sparlare” degli altri con ironia e sarcasmo.

Queste due problematiche si esaltano a vicenda negli effetti negativi che possono produrre, portando a conseguenze a volte disastrose.

La causa di tutto ciò sembra comunque essere l'assenza di valori profondi per cui valga la pena di lottare, che diano senso alla vita. Niente viene preso sul serio.

Pure noi facciamo parte di questa realtà sociale e ne siamo condizionati. Riconoscere anche in noi i limiti che assorbiamo dal nostro ambiente ci può aiutare a superarli per crescere e per far crescere.

                      

OBIETTIVI GENERALI CONSEGUENTI DA REALIZZARE

Il nostro lavoro deve arrivare in profondità, per questo deve passare dal piano del gruppo a quello dell'individuo; diventa necessario aiutare i nostri ragazzi ad incontrarsi dentro, ad ascoltarsi, a comunicare tra loro,a diventare responsabili di sé, degli altri e dell’ambiente in cui viviamo, a vivere momenti veri di aggregazione in cui riscoprire la possibilità dell’amicizia vera che sa riconoscere nella diversità una ricchezza anche se a volte faticosa. Riconoscere la fatica come mezzo per realizzare i sogni, e i sogni come mezzo per realizzare gli ideali. Tutto ciò non può avvenire se non si salvaguardia l’identità maschile e femminile che al di là dei rigidi ruoli del passato può e deve oggi scoprire un dialogo tra chi ha pari dignità e che insieme, facendo sintesi della propria diversità, è possibile essere “uomini e donne e non solo gente”, ciò significa educare all’incontro, al dialogo, all’amore, alla coppia, alla famiglia.

                                          

LE MOTIVAZIONI A FARE SERVIZIO EDUCATIVO

( La scelta cristiana e la scelta politica)

 La scelta di operare un servizio educativo rivolto ai ragazzi è per i capi scout conseguenza della fede nel messaggio di Cristo e della consapevolezza della necessità di partecipare alla crescita del bene comune.

 La scelta cristiana

"I capi dell'Associazione hanno scelto di fare proprio il messaggio di salvezza annunciato da Cristo e ne danno testimonianza secondo la fede che è loro concessa da Dio" (tratto dal Patto Associativo); il servizio educativo è quindi la nostra risposta concreta alla chiamata che Cristo ci fa ad essere suoi servi e suoi testimoni.

Il servizio educativo è espressione tangibile di carità verso i più piccoli, è testimonianza con le opere del suo messaggio d'amore, è occasione di annuncio.

La scelta cristiana, quale motivazione a fare servizio in Associazione, impegna e stimola prima di tutto ogni capo a crescere continuamente nella fede, attraverso l'ascolto della Parola, la preghiera, l'Eucaristia; inoltre, porta ogni capo a favorire e stimolare la fioritura della fede dei ragazzi.

La scelta politica

"La scelta di azione politica non è un atto individuale, né un'opzione facoltativa, ma un impegno che qualifica l'uomo in quanto inserito in un contesto sociale che richiede la partecipazione di tutti alla gestione del bene comune”(patto associativo).

La coscienza di fare parte di una realtà (sociale, civile, ecc...)alla quale siamo chiamati a dare il nostro contributo affinché cambi e migliori, diviene per il capo scout stimolo al servizio educativo. Attraverso la graduale azione educativa rivolta ai ragazzi per trasmettere i valori della partecipazione, dell’impegno, della libertà, della democrazia, della nonviolenza, della pace.

Il capo scout opera a favore di un mondo migliore.

Queste scelte necessitano di una particolare coerenza, per poter diventare veramente efficaci nell'azione educativa.

La scelta del metodo scout (La scelta scout)

Lo strumento per fare azione educativa è il metodo scout elaborato da B.P. Il metodo scout attribuisce importanza a tutte le componenti della persona e si propone di aiutarla a svilupparle per crescere in armonia.

Il metodo si evolve nel corso della storia associativa, ma resta fedele ai 4 punti di B.P. (formazione del carattere, salute e forza fisica, abilità manuale e servizio al prossimo).

I 4 punti di B.P. attualizzati 

Per FORMAZIONE DEL CARATTERE si intende la formazione della personalità, cioè una relazione positiva con se stessi. L'educazione del carattere mira a ottenere le capacità di fare scelte, di scoprire ciò che si può e si vuole essere, di prendersi delle responsabilità, di farsi dei programmi coscienti di vita scoprendo la propria vocazione nel piano di Dio.

Per SALUTE e FORZA FISICA si intende la conoscenza ed un rapporto positivo con il proprio corpo in quanto dono di Dio e fonte di relazione con gli altri.

Per ABILITA' MANUALE si intende una relazione creativa con le cose. L'educazione all'abilità manuale mira ad ottenere un'intelligenza e una progettualità pratiche, una capacità di autonomia concreta, a realizzare partendo da mezzi poveri, a valorizzare quello che si ha.

Per SERVIZIO AL PROSSIMO si intende l’educazione all’amore per gli altri, al bene comune, alla solidarietà, a vivere e lavorare per costruire un mondo più giusto, a rendersi utili sempre.

                           

Altri elementi del metodo scout sono:

L’AUTOEDUCAZIONE: il ragazzo è protagonista, anche se non l'unico responsabile,della propria crescita.

L’ESPERIENZA e L'INTERDIPENDENZA FRA PENSIERO ED AZIONE: lo scoutismo è un metodo "attivo": esso si realizza attraverso attività concrete.

LA VITA DI GRUPPO e la DIMENSIONE COMUNITARIA: la persona sviluppa le proprie possibilità vivendo con gli altri.

La COEDUCAZIONE: per meglio favorire la realizzazione della personalità si ritiene che i ragazzi e le ragazze debbano vivere esperienze educative comuni, al di là di ogni ruolo costituito.

VITA ALL'APERTO: il contatto con la natura aiuta a cogliere Dio nelle bellezze del creato e insegna il senso dell’essenziale e della semplicità.

Il GIOCO: è un momento educativo in cui, attraverso l’avventura, l'impegno e la scoperta, il ragazzo sviluppo creativamente tutte le proprie doti e coglie meglio i limiti e le capacità personali.

Il RAPPORTO CAPO-RAGAZZO: il capo si coinvolge in prima persona in ogni attività, col suo ruolo di adulto, ma alla pari del ragazzo, per essere punto di riferimento nel suo processo di crescita.

FILONI

filoni di attività, propri del metodo nelle branche L/C ed E/G sono la traduzione concreta dei 4 punti di B.P. Essi sono:

formazione religiosa, natura e vita all'aperto, formazione fisica e allenamento sensi, abilità manuale, espressione e formazione sociale.

LA PISTA, IL SENTIERO, LA STRADA

Con questi strumenti si propone al bambino, al ragazzo e al giovane un percorso di crescita delineato dalle tappe suggerite dal metodo ed al tempo stesso personalizzato secondo le capacità individuali. In questo modo si favorisce lo sviluppo graduale e globale della persona, mediante l'impegno ad identificare e realizzare le potenzialità, al fine di scoprire la propria vocazione nel piano di Dio.

I CAMPI E LE USCITE

Essi sono occasioni di vita comunitaria, sintesi di un anno di  lavoro, ma più intenso e impegnativo da parte di ognuno, dove i ragazzi vivono maggiormente con uno stile di responsabilizzazione e di partecipazione.

LA ZONA

E’ la struttura che coordina ed unisce i gruppi esistenti sul territorio. Essa ha il compito di stimolare, attraverso mezzi ed occasioni, la formazione e la crescita della Co.Ca.

Fondamentale è il confronto e la verifica tra i capi sull'azione educativa. La partecipazione alla vita di Zona è segno di apertura, di responsabilità e di impegno ad evitare il rischio di chiusura e di isolamento dagli eventi dell'Associazione.

                                   

REALIZZARE, APPROFONDIRE, INTERIORIZZARE E ATTUALIZZARE I VALORI SCOUT

Per meglio verificare quanto in questi anni abbiamo realizzato approfondito, interiorizzato e attualizzato del metodo scout abbiamo lavorato sul regolamento metodologico per cogliere su quali aspetti dobbiamo migliorare nei prossimi anni in riferimento ai bisogni che abbiamo identificato dei nostri ragazzi.

Abbiamo riconosciuto aspetti che coinvolgono tutte le branche ed aspetti specifici per ciascuna.

L’elemento trasversale riguarda l’AVVENTURA e il TERRITORIO  su cui vogliamo insistere e crescere.

Abbiamo per questo realizzato un progetto specifico che chiameremo:

PERCORSO UNITARIO AVVENTURA TERRITORIO

ogni ragazzo potrà confrontarsi con alcuni stimoli chiari che lo pongano a vivere esperienze di avventura sempre maggiori legate alla conoscenza del proprio territorio.

E’ un percorso di esperienze che inizia all’ultimo anno di branca lupetti e termina con la partenza così schematizzato: 

 

Branca Lupetti: - Uscita in tenda e prova canoe(solo lupi anziani che passeranno in reparto).                                        

                 

Branca E/G :    - Un’uscita di squadriglia all’anno legata alla scoperta del territorio scelta tra quelle predisposte dai capi.

                      

Branca R/S:       -Un’uscita all’anno in Coppia ed eventualmente da soli (l’ultimo anno) alla scoperta del territorio, scelta tra   quelle predisposte.                

                     

Il percorso sarà corredato da una scheda che verrà consegnata al lupetto anziano alla sua prima esperienza di avventura-territorio e che compilerà nel corso dei suoi futuri nove anni di esperienze avventura-territorio sempre più entusiasmanti.

La scheda  sarà firmata ad ogni esperienza dal capo che la convaliderà se saranno raggiunti gli obiettivi e rimarrà al ragazzo come segno delle mete raggiunte. Alla fine il ragazzo che avrà maturato almeno nove esperienze avrà un particolare riconoscimento (simbolo e regali ? Quali).

Nella scheda vi saranno una serie di mete “avventura”-ed obiettivi di conoscenza del territorio con difficoltà graduale tra i quali il ragazzo potrà scegliere.

La Co.Ca provvederà a selezionare le mete e gli obiettivi che saranno studiati e predisposti per una educazione all’autonomia alla conoscenza di sé e al territorio.

Vediamo ora gli aspetti specifici di orientamento per ogni branca:

                              

Branca L/C

-Nel gruppo sono presenti tre unità della branca Lupetti che hanno collaborato insieme in questi anni. La realtà delle tre unità è però molto diversa tra loro è quindi fondamentale diversificare gli orientamenti e le esperienze pur mantenendo

un preciso collegamento di branca.

-Introdurre ogni anno un momento di incontro tra CdA e capiL/C con gli E/G del 1 anno e i loro capi, per favorire il passaggio di branca conoscendo meglio il tipo di attività.

-Partecipare al CdA di Zona.

                       

Branco di Mesola

E’ composto da 43 bambini di cui 30 maschi e 13 femmine così suddiviso negli anni:

3 elementare 12 bambini di cui 10M e 2F

4 elementare 9  bambini di cui  5M e 4F

5 elementare 8  bambini di cui  5M e 3F

1 media      14 bambini di cui 10M e 4F

Partecipazione all’attività dell’80%  

Orientamenti:

- Introdurre e mantenere il collegamento tra la P.P., i 4 punti di B.P. e la “parlata nuova”, creando continuità negli anni così da permettere al bambino di vedere e fare vedere le proprie conquiste, sia nell’arco di un anno che di tutto il percorso Lupetto. Tutto ciò potrà inoltre servire ai capi E/G per avere fin da subito un’idea generale sul percorso del bambino per meglio capire i suoi bisogni e favorire il suo inserimento nella nuova branca.

- Riprendere il percorso di educazione razionale-emotiva, solo per il CdA,  per rendere i bambini maggiormente consapevoli delle proprie emozioni e sentimenti e per educare già alla scelta del proprio comportamento.

-Utilizzare in modo costante la “parlata nuova” in modo tale da favorire l’atmosfera dell’ambiente fantastico  anche se non si sta facendo il racconto jungla.

 

Branco di Bosco Mesola

E’ composto da 25 bambini di cui 12 maschi e 13 femmine così suddiviso negli anni:

3 elementare: 2 maschi

4 elementare: 6 bambini di cui 2 maschi e 4 femmine

5 elementare:11 bambini di cui 5 maschi e 6 femmine

1 media:      6 bambini di cui 3 maschi e 3 femmine 

Partecipazione 80% 

Orientamenti:

-        continuare il lavoro di divulgazione della proposta educativa scout nel paese, in quanto predominano ancora pregiudizi e non conoscenza.

-        Autonomia dal branco di Mesola con maggiore collaborazione con quello di Goro, pur mantenendo  alcune attività comuni.

-        Lavorare per una più chiara identità del branco sia nella tana(con disegni Jungla) che nei simboli (Totem)

                         

Branco di Goro

E’ composto da 16 bambini di cui  7  maschi     e  8  femmine così suddiviso:

3 elementare:6 bambini di cui 3M e 3F

4 elementare:8 bambini di cui 4M e 4F

5 elementare:nessuno

1 media:1 femmina portatrice di handicap

Partecipazione 60%   

Obiettivi:

-        Strutturare il metodo

-        Inserimento territorio(uscita gruppo/Torte fiera/ecc)

-        Alleanza sui valori scout con famiglie

-        Inserimento handicap personalizzato

                

Branca E/G

Il reparto di esploratori e guide è composto da 37 ragazzi di cui 25 maschi e 12 femmine

Così suddivisi:

2 media: 14 ragazzi di cui 9M e 5F

3 media: 10 ragazzi di cui 7M e 3F

1 sup.:   5 ragazzi di cui 4M e 1F

2 sup.:   7 ragazzi di cui 4M e 3F

          1 ragazzo del 1986 portatore di handicap

Partecipazione 80%

Orientamenti:

- 1° obiettivo: dato il numero di lupetti che affluirà dai 3 branchi nei prossimi anni

(2003 entrata di 14 da Mesola 6 da Bosco M. e salita al noviziato di 7 con un aumento di 13)

(2004 entrata di 8 da Mesola e 11 da Bosco M. con salita al noviziato di 5 ragazzi e un aumento di 14)

(2005 entrata di 9 da Mesola 6 da Bosco M. 8 da Goro con salita al noviziato di 10 ragazzi e un aumento di 13)

(2006 entrata di 12 da Mesola 2 da Bosco M. 6 da Goro con salita al noviziato di 14 ragazzi e un aumento di 6 )

è necessario predisporre le basi per realizzare un reparto parallelo a Bosco Mesola dove confluiranno i bambini di Bosco M. e Goro.

Per realizzarlo bisogna inserire e formare da subito nuovi Capi per la branca E/G.

Tale aspetto sarà prioritario nella formazione delle staff dei prossimi anni.

Proiezione dei due reparti: Mesola Bosco M.
- 2003 43 6
- 2004 46 17
- 2005 45 31
- 2006 43 39

 

- 2° obiettivo:riguarda“la vita squadriglia”,perno fondamentale del reparto ed ambito in cui i bisogni dei ragazzi possono trovare realizzazione.

          - Proporre con costanza il PERCORSO UNITARIO DI AVVENTURA TERRITORIO.

           - Programmare missioni di sq. per puntare ad accrescere la competenza.

           - Lavorare con costanza con il consiglio capi per aiutare i capi sq. a gestire la squadriglia, a organizzare le imprese e le riunioni di squadriglia.(non si nasce capi sq. ma si diventa imparando)

           - Strutturare le riunioni di squadriglia (incaricare un capo o R/S per il controllo).

 

- 3° obiettivo: l’Apertura per la competenza.

          -continuare a stimolare per la  partecipazione ai campetti di specialità regionali e campetti di competenza nazionali.

          -Individuare maestri di specialità anche nei genitori per favorire la collaborazione delle famiglie.

 

- 4° obiettivo: lo stile  

          - continuare il percorso svolto in questi anni sia in branca L/C ed E/G di rafforzamento dello stile scout ( uniforme, atteggiamenti, dipendenze, essenzialità)

 

- 5° obiettivo La progressione personale  

          - continuare l’impegno per incontrare i ragazzi a livello personale inserendo impegni chiari per tappa compresi quelli tecnico-scout

                  

Branca R/S

-Il Clan e composto da 22 giovani di cui 14 maschi e 8 femmine così suddivisi:

-Noviziato 4 maschi e 1 Femmina

-anno 85   2 maschi

-anno 84   4 maschi e 4 femmine

-anno 83   1 maschio

-anno 82   3 maschi e 2 femmine

- 1 ragazza del 74 portatrice di handicap

Partecipazione 80% Il gruppo si è amalgamato molto bene rischiando a volte di coalizzarsi.

Orientamenti:

     - Saper  proporre mete e obiettivi del Percorso unitario avventura territorio adeguati all’età e ai bisogni.

     - Educare a diventare “cittadini del mondo” sulla scia dell’importante route in Croazia del 2002.

     - Continuare l’esperienza dei servizi extra-associativi anche se faticosa e difficile

     - La progressione personale personalizzata è momento privilegiato di educazione, nell’attenzione al ragazzo, alle sue problematiche emotive affettive sociali e spirituali.

     - Continuare a dare responsabilità personali(incarichi, compiti di gruppo)per sviluppare l’autonomia.

   - Si conferma il lavoro di conoscenza di sé e la condivisione con gli altri, pur non trascurando l’aspetto del“gioco” che può ancora permettere di fare esperienza di gioia e di gruppo.

                          

INTERIORIZZAZIONE DEI VALORI CRISTIANI

 Nell' ambito del servizio educativo e della crescita personale del capo assume particolare rilievo l'approfondimento dei valori di fede, che devono rappresentare una traccia fondamentale per l'orientamento delle attività (oltre che per la vita di ciascuno).

Essere testimoni concreti, nelle parole e nei fatti della nostra scelta di fede in Cristo Risorto diviene quindi indispensabile per dare coerenza al servizio educativo con i ragazzi.

 

Orientamenti:

- Proseguire nell'impegno di realizzare un preciso Progetto  di catechesi di branca che sia un itinerario con presentazione del programma alla Co.Ca. che tenga conto di queste indicazioni:

       -Branca Lupetti: attraverso i personaggi di ARONNE, SAMUELE e FRANCESCO

       -Branca E/G : conoscenza di GESU’e di personaggi della storia della Chiesa e testimoni del nostro tempo.

       -Branca R/S :rifondare la fede in una mente adulta ripercorrendo le tematiche esistenziali fondamentali:

            -I segni di Dio

                +Gli infinitamente grandi

                +Dagli infinitamente piccoli alle meraviglie della natura

                + L’uomo nell’universo

                + La storia della vita        

            -Scienza e Fede

            -Atei o Credenti

            -GESU’ ci chiama alla libertà

            -La libertà,il male,la sofferenza innocente, la morte.

            -Il Cristo Risorto, la Chiesa.

-Vivere la Santa Messa con il gruppo e la comunità parrocchiale e porsi ogni anno il problema di stimolare i ragazzi alla partecipazione.

-Partecipare e contribuire alla realizzazione dei momenti forti dell'anno liturgico;

-Predisporre specifici momenti di Riconciliazione di branca.

-Realizzare uno spazio nella P.P.P. per l'approfondimento dei valori di fede (preghiera individuale, lettura della Parola di Dio, servizio al prossimo) con l'aiuto e la guida dell' Assistente;

-Partecipare all’uscita di spiritualità di zona e se possibile un'uscita di Co.Ca. improntata sulla spiritualità;

-Con particolare impegno ci proponiamo inoltre di vivere concretamente tale comunione di crescita spirituale (personale e di gruppo), con il preciso intento di rivolgerci apertamente a tutti coloro che sono desiderosi di condividere questi propositi per realizzare una più viva comunità cristiana parrocchiale, aperti anche alla dimensione diocesana così come il nostro Vescovo ci ha indicato.

-Come Co.Ca ci impegnamo a partecipare  alla celebrazione eucaristica della festa patronale di Mesola, Bosco Mesola e Goro, come segno di partecipazione di tutto il gruppo scout all’importante momento liturgico parrocchiale.

                                      

FAR CRESCERE LA SCELTA POLITICA 

La nostra scelta politica mira a coinvolgerci nell'ambiente in cui viviamo in modo attivo per renderlo migliore, collaborando con qualsiasi altro ambito che persegue questi fini.

Obiettivi:

1 - Il primo ambito di collaborazione vuol essere con le famiglie dei nostri ragazzi, per far conoscere e proporre i valori in cui crediamo, con l'obiettivo di parlare "la stessa lingua".

Ci proponiamo:

- due incontri all'anno, costruiti in modo tale da far partecipare attivamente i ragazzi e i genitori, sulla conoscenza del metodo, i programmi di branca e la conoscenza reciproca ( se possibile anche con cena).

- La stesura di uno schema del programma del campo, con chiari riferimenti ai valori, agli obiettivi e agli strumenti utilizzati, da consegnare ai genitori.

- Un momento di uscita e di festa con i genitori organizzato con la loro collaborazione.

- L'attività delle torte durante le fiere per farli partecipi dell' autofinanziamento e dell' apertura del gruppo a tutta la comunità.

- Incontrare personalmente alcuni genitori per cercare maggiore collaborazione.

- Proporre qualche percorso formativo per i genitori.

 

2 - Il secondo ambito riguarda il rapporto con le altre realtà sociali come ad esempio la Pro-loco, l' Acli, le amministrazioni comunali,la parrocchia con le quali vogliamo collaborare alle iniziative che riterremo più idonee alla nostra vocazione educativa.

      - A tal proposito insieme vorremmo impegnarci alla realizzazione di un oratorio a Mesola della cui progettazione ci stiamo già occupando, nei locali dell’ex scuola materna parrocchiale dove faremo servizio di animazione con i ragazzi del clan.

      - L’amministrazione comunale ha richiesto il nostro servizio per un progetto di inserimento di ragazzi nomadi a Massenzatica e Monticelli al quale vorremmo contribuire.

     - Collaborare all’iniziativa di Lega ambiente “puliamo il mondo”.

 

3 - Il terzo ambito riguarda direttamente la formazione civica dei nostri ragazzi e dei giovani in generale. Ci proponiamo di organizzare incontri con i partiti politici durante le elezioni amministrative e politiche e di poterle animare per favorire la partecipazione di tutti i giovani, oltre che permettere ai nostri ragazzi di scegliere con la propria testa e con consapevolezza.

 

4 - Un quarto ambito riguarda invece l'inserimento di bambini e di ragazzi portatori di handicap nelle varie branche. In questi anni ciò è già avvenuto e quindi, in base alle nostre forze, ci proponiamo di continuare ad accogliere queste situazioni per collaborare con le ASL e le famiglie direttamente interessate e per testimoniare che "ogni uomo vale".

                               

FORMAZIONE PERMANENTE DELLA CO.CA. 

La Co.Ca. è il cuore del gruppo e, specie per noi che abbiamo avuto per anni la difficoltà di non avere nuovi capi, è necessario dedicare tempo e progetti a questa Co.Ca., oggi più nuova e più ampia che necessita di integrare persone di età, cultura, carattere, provenienza ed esperienze diverse.

Tutto ciò anche per misurare la nostra capacità educativa mediante il saper lavorare su noi stessi e con gli altri con spirito comunitario e collaborativo.

 Ci impegniamo a:

-Partecipare agli incontri di Co.Ca. con impegno e responsabilità, sapendo che dipende da ognuno rendere il clima degli incontri migliore o peggiore.

-Programmare il lavoro di formazione annuale insieme.

-Organizzare e partecipare ad almeno due uscite di Co.Ca. all'anno.

-Elaborare ogni due anni il proprio Progetto del Capo.

-Partecipare alla vita della Zona e della Regione.

-In modo particolare ci impegniamo a livello personale a completare l’iter di formazione capi.

- Abbiamo iniziato da due anni un lavoro di formazione di coppia per gli appartenenti alla Co.Ca e il loro partner e aperto anche ad altre coppie. Vorremmo continuare perché i capi hanno la possibilità di fare servizio solo se alle spalle hanno un coniuge che condivide gli stessi valori. Favorire il dialogo, la relazione di coppia mediante il “gruppo famiglie” sarà un impegno prioritario.

 

QUALCHE REGOLA PER UNA CO.CA. MIGLIORE

- Scelgo di fare il capo scout non solo per mia iniziativa, ma consapevole di rispondere di sì alla chiamata di Dio, di servirlo nell' educare i giovani.

- Scelgo di entrare in Co.Ca. per vivere un servizio, con l'intento di dare, offrendo la mia amicizia e dando fiducia all'impegno degli altri.

- Scelgo di accettare gli altri non solo perché mi sono simpatici o amici naturali, ma perché l'amicizia e l'amore sono una scelta e non solo un'emozione.

- Ognuno può avere desideri...

....nei confronti della Co.Ca. devono diventare proposte chiare da discutere senza imposizioni, accettando le decisioni

....nei confronti del singolo devono essere a lui dirette in modo esplicito e non devono diventare pretese.

- Noi siamo responsabili della risposta ai nostri bisogni, non gli altri; se però noi lo vogliamo e lo chiediamo, gli altri ci possono aiutare, ma solo come loro possono e non come noi vogliamo.

- Dobbiamo riconoscere ed interrogarci sullo stato d'animo (problemi, nervosismi, ecc..) con i quali partecipiamo agli incontri, per non proiettare e scaricare negativamente sugli altri.

- Dobbiamo scegliere di superare qualsiasi pregiudizio ricercando il dialogo e la correzione fraterna.

- Non dobbiamo delegare all'interno dello staff (ogni capo deve partecipare agli incontri riconoscendo il valore del proprio contributo e l'importanza della presenza attiva di ognuno).

 - Dobbiamo essere attenti e delicati nei confronti di situazioni particolari e personali che emergono negli incontri, facendo in modo che ciò rimanga all'interno della Co.Ca., permettendo ad ognuno di esprimersi serenamente.

- Essere puntuali.

- Redigere a turno il verbale di Co.Ca. 

Consapevoli della responsabilità che abbiamo verso la formazione e la crescita dei ragazzi che ci sono stati affidati, ci impegniamo a vivere la nostra formazione in modo permanente per FARE DEL NOSTRO MEGLIO.