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La scelta del tema è,
fin da subito, una scelta controcorrente! E’ un tema infatti che spinge ad
essere persone sintetiche, cioè ad avere uno sguardo verso il futuro dell’uomo.
Nello stesso tempo, tuttavia, è necessario essere pazienti come il seminatore
che semina per raccogliere più tardi: è la nostra vocazione di Capi che ce lo
chiede. Gli schemi del mondo moderno sono invece diametralmente opposti e ci
impongono una visione esigua e analitica dell’uomo, con il rischio di chiudersi
nei particolari al punto di dimenticare l’essenziale, e cioè chi è l’uomo!
“Chi è l’uomo?”
E’ la domanda che interessa ogni educatore per stimolare i suoi sforzi e
fare dei suoi ragazzi degli adulti responsabili. Non avendo chiaro chi è l’uomo
e qual è il senso dell’uomo, l’educatore rischia di sbagliare la scelta dei
mezzi educativi o di trasformare questi stessi mezzi in fini/scopi.
Chi sono l’Uomo e la
Donna della Partenza?
Non aver chiaro chi è l’uomo e quale sia la sua vocazione fa perdere alla
nostra proposta educativa la sua forza e il suo mordente”! Chi è l’uomo/la
donna della Partenza se non quella persona responsabile delle proprie scelte che
ha ‘‘i piedi per terra, la testa sulle spalle e gli occhi verso il cielo”?
- ‘‘i piedi per terra”: significa essere inseriti nel proprio territorio
per essere uomini concreti ed osservatori;
- ‘‘la testa sulle spalle”: è l’uomo/la donna responsabile, che sa fare
delle scelte coraggiose controcorrente, staccandosi dal gregge delle pecore per
percorre la strada della propria vocazione.
- ‘‘gli occhi verso il cielo” per guardare con Fede verso l’Alto, cioè
verso Dio, per trovare Luce e Forza per i propri passi!
Parabola della “casa”
Per determinare il nostro agire serve la chiarezza dello scopo, ma anche
la chiarezza dei mezzi, cioè il metodo educativo, per raggiungere lo
scopo stesso e verificarsi. E’ possibile paragonare il nostro servizio educativo
alla costruzione di una casa secondo la ‘parabola della casa”. Sono
cinque parole per costruire una casa con quattro muri esterni e un tetto:
- la strada, la comunità, l’impegno, il servizio fanno i quattro muri;
- la fede fa il tetto.
Primo muro: la Natura
- Non esiste scautismo senza natura!
“Scout...out!!” - “L’aria aperta è la chiave del successo: è per mezzo
suo che lo Scautismo esiste”. (B.-P., Il libro dei Capi)
- La natura è di per sé educativa per questi ragazzi troppo spesso chiusi
nel cemento armato e nel benessere delle loro città! “Il campo è di gran
lunga la migliore scuola per dare ai ragazzi le qualità del carattere delle
quali ci occupiamo. L’ambiente è sano, gli scout sono entusiasti e vivaci. Sono
appassionati da cose interessanti da osservare e da fare. Il capo li ha
continuamente sotto mano, di giorno e di notte per fare assimilare ciò che a
loro è proposto. Una settimana di vita di campo vale sei mesi di lezione
teorica in camera”. (B.-P., Il libro dei Capi)
Secondo muro: la Comunità
- Il fascino dei mezzi di comunicazione ci ha isolato in gabbie chiuse! I
media dovevano migliorare i rapporti tra le persone e invece rischiano di
allontanarci da una vera relazione di comunione. Esempio: Tutti
nella stessa stanza a vedere il proprio DVD con il proprio computer! La
proposta scout va controcorrente con le sue dinamiche di Comunità.
Ogni Branca sviluppa il proprio cammino di Comunità.
Terzo muro: la Promessa
- Visto che il futuro è oscuro, difficile, carico di paure, i giovani non
scelgono più, non si impegnano più. Ancora una volta lo scautismo offre
una proposta controcorrente per uno scopo chiaro: l’uomo e la donna
della Partenza, responsabili ed impegnati!
- E’ stupendo contemplare tre Branche che sviluppano armoniosamente
tre impegni progressivi (promessa del lupetto/coccinella — promessa
dell’esploratore/guida — firma della carta di Clan) per maturare il senso della
parola data, il senso del dono e non il prestito facile.
Quarto muro: il Servizio
- Il tempo è denaro, il servizio è denaro! La gratuità non esiste più, è morta!
Chi è abbastanza stupido per offrire gratuitamente un servizio educativo? Invece
il motore che spinge il Capo a fare servizio è l’amore, non le
competenze, ma, ripeto, l’amore.
Per questo B.-P. chiede ai Capi di “scendere nel mando dei ragazzi”, di farsi
come loro per poi portarli sulle vette della vita responsabile e adulta.
Il tetto: la Fede
- Più che mai la proposta scout calza con il primo annuncio della
Parola usando un mezzo stupendo: il nostro metodo scout.
- la natura è l’altoparlante della parola di Dio che racconta la sua
Gloria. Ma sappiamo utilizzarla bene?
- la comunità è stimolo a vivere la fede, come lo è la “cordata” che si
arrampica verso le cime.
- il servizio è occasione di vivere una fede concreta ed incontrare
Cristo nel più piccolo.
- la vita ecclesiale è motivo per vivere i sacramenti e le
tappe liturgiche della vita della chiesa.
- ... Solo così una vocazione ecclesiale (matrimoniale, sacerdotale...) è
una proposta concreta per i nostri cari ragazzi!•