In cammino verso...

 l’Uomo e la Donna della Partenza

Attraverso le tre branche

Padre Stefano Roze dell'Abbazia di Sant'Antimo

Convegno Regionale 2006 - Emilia Romagna

La scelta del tema è, fin da subito, una scelta controcorrente! E’ un tema infatti che spinge ad essere persone sintetiche, cioè ad avere uno sguardo verso il futuro dell’uomo. Nello stesso tempo, tuttavia, è necessario essere pazienti come il seminatore che semina per raccogliere più tardi: è la nostra vocazione di Capi che ce lo chiede. Gli schemi del mondo moderno sono invece diametralmente opposti e ci impongono una visione esigua e analitica dell’uomo, con il rischio di chiudersi nei particolari al punto di dimenticare l’essenziale, e cioè chi è l’uomo!

 

“Chi è l’uomo?”
E’ la domanda che interessa ogni educatore
per stimolare i suoi sforzi e fare dei suoi ragazzi degli adulti responsabili. Non avendo chiaro chi è l’uomo e qual è il senso dell’uomo, l’educatore rischia di sbagliare la scelta dei mezzi educativi o di trasformare questi stessi mezzi in fini/scopi.

Chi sono l’Uomo e la Donna della Partenza?
Non aver chiaro chi è l’uomo e quale sia la sua vocazione fa perdere alla nostra proposta educativa la sua forza e il suo mordente”! Chi è l’uomo/la donna della Partenza se non quella persona responsabile delle proprie scelte che ha ‘‘i piedi per terra, la testa sulle spalle e gli occhi verso il cielo”?
- ‘‘i piedi per terra”: significa essere inseriti nel proprio territorio per essere uomini concreti ed osservatori;
- ‘‘la testa sulle spalle”: è l’uomo/la donna responsabile, che sa fare delle scelte coraggiose controcorrente, staccandosi dal gregge delle pecore per percorre la strada della propria vocazione.
- ‘‘gli occhi verso il cielo” per guardare con Fede verso l’Alto, cioè verso Dio, per trovare Luce e Forza per i propri passi!

Parabola della “casa”
Per determinare il nostro agire serve la chiarezza dello scopo, ma anche la chiarezza dei mezzi, cioè il metodo educativo, per raggiungere lo scopo stesso e verificarsi. E’ possibile paragonare il nostro servizio educativo alla costruzione di una casa secondo la ‘parabola della casa”. Sono cinque parole per costruire una casa con quattro muri esterni e un tetto:
- la strada, la comunità, l’impegno, il servizio fanno i quattro muri;
- la fede fa il tetto.


Primo muro: la Natura
- Non esiste scautismo senza natura!
“Scout...out!!” - “L’aria aperta è la chiave del successo: è per mezzo suo che lo Scautismo esiste”. (B.-P., Il libro dei Capi)
- La natura è di per sé educativa per questi ragazzi troppo spesso chiusi nel cemento armato e nel benessere delle loro città! “Il campo è di gran lunga la migliore scuola per dare ai ragazzi le qualità del carattere delle quali ci occupiamo. L’ambiente è sano, gli scout sono entusiasti e vivaci. Sono appassionati da cose interessanti da osservare e da fare. Il capo li ha continuamente sotto mano, di giorno e di notte per fare assimilare ciò che a loro è proposto. Una settimana di vita di campo vale sei mesi di lezione teorica in camera”. (B.-P., Il libro dei Capi)

Secondo muro: la Comunità
- Il fascino dei mezzi di comunicazione ci ha isolato in gabbie chiuse! I media dovevano migliorare i rapporti tra le persone e invece rischiano di allontanarci da una vera relazione di comunione. Esempio: Tutti nella stessa stanza a vedere il proprio DVD con il proprio computer! La proposta scout va controcorrente con le sue dinamiche di Comunità.
Ogni Branca sviluppa il proprio cammino di Comunità.

Terzo muro: la Promessa
- Visto che il futuro è oscuro, difficile, carico di paure, i giovani non scelgono più, non si impegnano più. Ancora una volta lo scautismo offre una proposta controcorrente per uno scopo chiaro: l’uomo e la donna della Partenza, responsabili ed impegnati!
- E’ stupendo contemplare tre Branche che sviluppano armoniosamente tre impegni progressivi (promessa del lupetto/coccinella — promessa dell’esploratore/guida — firma della carta di Clan) per maturare il senso della parola data, il senso del dono e non il prestito facile.

Quarto muro: il Servizio
- Il tempo è denaro, il servizio è denaro! La gratuità non esiste più, è morta! Chi è abbastanza stupido per offrire gratuitamente un servizio educativo? Invece il motore che spinge il Capo a fare servizio è l’amore, non le competenze, ma, ripeto, l’amore.
Per questo B.-P. chiede ai Capi di “scendere nel mando dei ragazzi”, di farsi come loro per poi portarli sulle vette della vita responsabile e adulta.

Il tetto: la Fede
- Più che mai la proposta scout calza con il primo annuncio della Parola usando un mezzo stupendo: il nostro metodo scout.
- la natura è l’altoparlante della parola di Dio che racconta la sua Gloria. Ma sappiamo utilizzarla bene?
- la comunità è stimolo a vivere la fede, come lo è la “cordata” che si arrampica verso le cime.
- il servizio è occasione di vivere una fede concreta ed incontrare Cristo nel più piccolo.
- la vita ecclesiale è motivo per vivere i sacramenti e le tappe liturgiche della vita della chiesa.
- ... Solo così una vocazione ecclesiale (matrimoniale, sacerdotale...) è una proposta concreta per i nostri cari ragazzi!•