La responsabilità del CAPO

               

Canovaccio per una conferenza, un monologo, un “comizio”

                  

1.     Riflessioni morali sulla responsabilità 

·        Il diritto parla di responsabilità civile (chi paga il danno) e penale (chi sconta la pena).

·        Dall’uso giuridico ricaviamo due significati di responsabilità:

·        La resp. è la capacità di rendere ragione delle proprie azioni. (come di fronte a un giudice che ce ne domanda ragione. Sotto questo profilo la resp. esprime il carattere per il quale un’azione pienamente morale esige la consapevolezza piena di chi la compie ).

·        La resp. È la capacità/disponibilità a pagare (danno o pena )per le proprie azioni. ( come l’imputato che riceve il verdetto).

 

·        Si parla di “senso di responsabilità”.

·        Comunemente per senso di responsabilità si intende “un sentimento di attenzione agli altri o alla situazione”.

·        Cosa garantisce che il mio “sentimento di attenzione agli altri o alle situazioni” sia vero e non vuoto o falso?

·        Due criteri:

·        L’agire: il fatto che il sentimento si traduca in azioni.

·        I bisogni dell’altro i quali ci indicano di quali azioni l’altro ha bisogno.

·        Nel concreto perché i bisogni dell’altro non si configurino come tirannia essi stessi ci si affida alla morale come riflessione che ci descrive il campo del bene e del male. Ovvero in questo contesto ci dice quali devono essere i miei doveri verso l’altro.

·        Da questa riflessione traiamo un altro significato di responsabilità:

·        Responsabile è colui che ha un altissimo (interiore) senso del dovere verso gli altri.

 

·        Si parla di “gestione responsabile”, “sviluppo responsabile”, paternità responsabile”…

·        Queste espressioni lasciano intendere che il criterio di valutazione di un comportamento responsabile sono le conseguenze che esso genera.

·        Questa prospettiva, se non integrata da altro ,conduce all’insostenibile scissione conseguenze-mezzi.

·        In verità si ha solo che da mezzi buoni seguono conseguenze buone e non che ogni mezzo è buono per raggiungere conseguenze buone.

·        Un altro significato di responsabilità:

·        Responsabile è colui che ottiene conseguenze buone utilizzando mezzi buoni.

 

Conclusione: la responsabilità implica la fatica della libertà; ma l’accesso alla felicità avviene solo attraverso il duro esercizio della libertà.

                          

2.     Cosa significa “realizzarsi”

·        Il verbo “realizzare” racchiude due significati:

·        C’è qualcosa che è solo immaginato;

·        Che poi diviene realtà

·        Il riflessivo “realizzarsi” significa:

·        Avere un’idea di sé

·        Che poi diviene realtà

·        Ecco il problema: come faccio ad avere un’idea di me?

·        Comunemente si pensa che si matura un’idea di sé:

·        vivendo molte esperienze “in prova”

·        Indagando le proprie capacità  ( “faccio un corso di …”)

·        In realtà non è così.

·        Si procede diversamente:

·        Realizzo qualcosa “sul serio” e non “per prova”;

·        Ciò che ho realizzato mi dice chi sono ( divento “reale”)

·        Decido se continuare a realizzare questa “qualcosa” o se realizzare “altro”; ad  essere così o essere altro.

·        Il contrasto vero che sperimentiamo non è fra “il tempo per me”  e “l’impegno” ma fra un impegno ed un altro impegno.

·        La scelta poi non è astratta ma concreta: è la scelta se aderire ad un gruppo sociale e ai suoi comportamenti e valori o ad un altro con altri comportamenti e valori:

·        Esempio: è Natale: posso scegliere se far parte del gruppo che lo vive facendo il giro dei negozi  o del gruppo che lo vive come momento di …..

·        Insomma “realizzarsi è realizzare qualcosa” a noi scegliere il qualcosa.

                       

3.     La responsabilità del capo

Distinguo le resp. di sempre e quelli di ora.

1.      Resp. come capacità di rendere ragione delle proprie azioni.

·        Resp. di sempre:

 ·        Genitori: rendere ragione del senso delle nostre attività, e del nostro metodo.

·        Associazione: la resp. di dover dare un contributo all’elaborazione metodologico- pedagogica

·        Ragazzi:

    ·       dire il perché delle nostre attività: dire si fa questo perché è stile scout non è una spiegazione ma è un non senso, un non sapere che dire, un consegnarsi alla disfatta.

·       Rendere ragione del senso del vivere: dire le ragioni per cui vale la pena di vivere con onore in questo mondo. I genitori dovranno dirgli perché li hanno messi al mondo ,noi dobbiamo dirgli perché restarci e come restarci.

·        Società: Spiegare ,anche a muso duro, che far attraversare la strada alla vecchietta non è una banalità ma un senso altissimo dell’esistenza.  

·        Resp di ora:

·        Viviamo in un tempo in cui il senso dell’origine e delle direzione, il da dove si viene e dove si intende andare, insomma del perché è totalmente smarrito.

·         Siamo rimasti in pochi a batterci su questi versanti: qualche prete, qualche prof,…

·        sotto questo profilo abbiamo il compito di formare nei perché la classe dirigente di domani: non solo educatori, cooperative, mercati equo e solidali ma anche direttori di banche ,maneger,….

·        La resp. di ora, dell’educazione ora per il domani del nostro paese e del mondo è altissima.

2.      Resp. come capacità di pagare

·        Di sempre

   ·        Genitori: avremo la loro amicizia fino a quando non entreremo nel vivo delle questioni educative ( politica, fede, sesso,…).

   ·        Ragazzi: avremo la loro amicizia fino a quando non li prenderemo per il bavero su qualche questione.

   ·        Società: saremo apprezzati fino a quando insegneremo ai ragazzi a rispettare le leggi non quando insegneremo loro a farne di migliori.

·        Di ora

    ·        C’è un prezzo da pagare che riguarda la nostra vita:

        ·       Nella scuola (non parlo dei cialtroni quelli sono solocialtroni): avremo meno successo scolastico, meno corsi di lingue, meno tempo per seguire tutti meandri della formazione.

        ·       Nel lavoro saremo limitati nei guadagni, negli orari, nel successo,….

        ·       Nei rapporti : per dedicarci ai ragazzi lasceremo cadere altre relazioni.

        ·       Nella salute: ne risentiremo col passare del tempo.

        ·       Nell’apprezzamento sociale(bravi ma scemi!)

        ·       Nei soldi: ne avremo meno e ne investiremo un po’ in educazione.

3.      Resp. come altissimo senso dei propri doveri verso gli altri.

·        Di sempre

   ·        Genitori:

        ·        Ho nei loro riguardi il dovere di fare scoutismo, quello vero!

        ·        Devo sapere che il dovere primario dell’educazione è dei genitori.

   ·        Ragazzi:

        ·        Dovere di fare vivere loro lo scoutismo vero!

        ·        Ho il dovere di restare con loro un po’ di tempo. Non posso chiedere loro di fidarsi di me e delle mie proposte se fra sei mesi li mollo…servono anni!

        ·        Ho il dovere di difendere il loro onore, la loro dignità sempre.

        ·        Ho il dovere di formarmi. Non è facoltativo ne meritorio è un dovere.

        ·        Il dovere di preparare le attività e prepararmi ad esse.

   ·        Associazione

        ·        Ho il dovere di votare! Non è facoltativo

   ·        Società:

        ·        Il dovere di formare i giovani a rispettare le leggi.

        ·        Il dovere di formare i giovani a farne di migliori.

·        Di ora

   ·        Viviamo nell’incertezza circa il bene e  il male.

   ·        Con il comportamento, i discorsi, l’esempio, il rigore, le attività insegnamo che c’è un bene e un male in che cosa esso consiste: abbiamo i nostri riferimenti nella coscienza, nel Vangelo, nellaLegge scout, nella costituzione.

4.      Resp. come connessione conseguenze – mezzi

·        Di sempre

   ·        Genitori:

        ·        Dobbiamo mostrare la coerenza fra i nostri mezzi e i nostri obiettivi. Sugli obiettivi il consenso è facile sui mezzi difficile.

   ·        Ragazzi:

        ·        Dobbiamo fare il passaggio dalla coerenza tecnica mezzi-conseguenze ( es. Impresa) alla coerenza morale ( dici di essere altruista ma questo comportamento è egoista).

   ·        Associazione

        ·        È la responsabilità che i progetti siano veramente abbiano un senso.

·        Di ora

   ·        Viviamo in un tempo dove si enfatizzano i fini-conseguenze ( pace, solidarietà, libertà,..) e si è assolutamente disinvolti sui mezzi. La rotta va invertita. 

5.     Realizzarsi realizzando l’educazione scout

 1.      Una ragione politica

·        Lo scoutismo assieme ad essere un metodo educativo e prima di essere un’organizzazione educativa è un movimento di idee.

·        Noi scout crediamo nella fraternità universale, nella pace, nel servizio, nel rispetto della natura, nella ricerca rigorosa di Dio…e crediamo che un uomo per poter disporre del suo futuro liberamente debba liberarsi da cucù, ciarlatani, ricchezze, ..e superare scogli.

·        Certamente il movimento scout diffonde i suoi ideali attraverso i molteplici luoghi dove gli scout agiscono nel mondo.

·        Tuttavia il modo più sicuro e rigoroso per diffonderei nostri ideali è l’educazione. Essa è più efficace e duratura della Televisione.

·        Noi siamo la parte del movimento scout che trasmette gli ideali scout alle generazioni di domani

2.      Una ragione misteriosa, del cuore.  

·        Ci domandiamo: perché proprio io devo fare questo?

·        La risposta è nel cuore, non come centro dei sentimenti ma come luogo dove misteriosamente avviene l’incontro tra l’uomo e Dio.

·        È la vocazione!

·        Si tratta dell’esperienza interiore e unica nella quale il Signore Gesù chiede al discepolo la dedizione incondizionata a Lui:seguimi.

·        Dentro una tale esperienza si colloca il servizio di capo nell’agesci come uno dei tratti che vanno a costituire la propria vocazione : sposo/a, con un tale lavoro, con tali figli,…capo!

·        Diverso è il capo che è li a fare il capo per sua scelta e diverso è il capo che ha scelto di rispondere alla chiamata di Dio che lo vuole li (per 5 anni,10 una vita) a fare il capo .

6.     Le responsabilità dei capi come membri dell’associazione

1.      Il capo

·        La resp. della vita di coca con i suoi ritmi.

·        La resp. della relazione educativa personale con i ragazzi a lui affidati, dei suoi contenuti, del suo stile

·        La resp. del voto! È dovere grave! Non confondiamo la zona quandosi vota e la zona quando si prepara il chellenge!

2.      La coca

·        È resp. dell’intera esperienza scout: cioè :le attività, i programmi,…e in primis della scelta dei capi a cui è affidata la resp. della relazione educativa personale.

·        La resp. che è di tutti è esercitata secondi ciascuno:

·        Chi comincia ha la resp. prima sulla qualità delle attività

·        Chi è già in coca da un pò ha la resp.  prima della qualità educativa dell’unità.

·        Tutti hanno la responsabilità seconda (non secondaria) della qualità dell’intera proposta scout.

·        Il capo gruppo ha la resp. prima dell’esistenza del gruppo e della sua qualità.

·        L’AE ha la resp. prima della qualità evangelica del gruppo e della coca.

3.      La zona

·        Aiutare

·        Resistere

·        crescere

4.      La regione e il centrale

·        La resp. che la burocrazia non soffochi la realtà.

·        La resp. che il dibattito metodologico-pedagogico sia alimentato.

·        La resp. dell’esemplarità  morale e operativa del proprio lavoro e del proprio stile.

·        La resp. della fedeltà.

·        La resp. dei propri compiti.

5.      Le elezioni

·        È gravemente irresponsabile procedere a elezioni ad un unico candidato.

·        È gravemente irresponsabile non votare.

·        È gravemente irresponsabile non fornire tempi e strumenti per esprime il proprio voto in modo consapevole.

·        È gravemente irresponsabile da parte delle coca non esprime periodicamente un cadidato.

 

6.     Le responsabilità dei capi nel servizio educativo

 

1.      La resp. come rendere ragione.

·        Principio generale: Ciò di cui rendere ragione è la vita, il suo senso, la sua origine,…cioè l’amore.

·        L/C :la semina abbondante degli ideali

·        E/G : la vicinanza rigorosa ( c’è un bene e c’è un male) e accogliente ( distinguere comportamenti e persone).

·        R/S : la sintesi concreta degli ideali è possibile ed è possibile  come sintesi alta.

2.      La resp. come pagare

·        Principio generale: ciò che all’inizio si prospetta come facile (la vita) è possibile sono nella fatica ( pagare) delle scelte, della libertà. Ovvero: fin qui ti ho portato su ali d’aquila, da qui in avanti potrai essere con me solo se tu vorrai liberamente.

·        L/C : accudire la libertà nel suo sorgere.

·        E/G : stare vicino alla libertà che non vuole pagar dazio.

·        R/S : sostenere la lotta contro la pigrizia ( troppa fatica la libertà!) e contro il cinismo ( gli ideali non sono realizzabili).

3.      La resp.come senso altissimo dei propri doveri verso gli altri.

·        Principio generale: Tanto più mi lego a dei doveri ( a delle relazioni doverose) tanto più la vita diventa reali (realizzata) esco dal vago, dal possibile.

·        L/C : la gioiosa esperienza dell’aiutare gli altri assunta come dovere, impegno.

·        E/G : Ilconflitto piacere/dovere si supera “elevando la posta” cioè mostrando il carattere affascinante di ciò che è connesso all’impegno.

·        R/S : battersi contro il principio dell’autocentratura personale e comunitaria.

4.      La resp. nel rapporto mezzi-conseguenze

·        Principio generale: Quasi tutto nella vita si gioca sul come, sui mezzi;

·        L/C : la scoperta che fra il desiderio e il compimento c’è il come e il gioioso e fraterno superamento di questa distanza.

·        E/G : la meta è molto più lontana di quanto si pensava e occorrono molti mezzi per raggiungerla. Il rischio scoraggiamento è altissimo.

·        R/S : la selezione morale dei mezzi.

 

7.     La responsabilità al femminile e al maschile

 

1.      La resp. al maschile

·        La resp. degli strumenti, del come

·        La resp. del coraggio

·        La resp. della ripresa

2.      La resp.al femminile

·        La resp. dell’origine.

·        La resp. dei particolari, del ben fatto.

·        La resp. del sogno; (la donna custode  dei sogni dell’uomo)