Amarsi in Co.Ca.?

Tratto da un Articolo del Notiziario della Regione Emilia Romagna 

"Il Galletto" del Novembre 2003

di   Emanuela Millo e Federico Bonomo

... Probabilmente è tutta una questione di AMORE:

quando si vuole bene ad una persona

si è capaci di interessarsi a ciò che questa fa, pensa, ama, crede...

Se ti voglio bene cerco di farmi piacere le cose che Ti interessano,

nel senso che attraverso Te cerco di capirle.

                           

Volersi bene vuoi dire stimarsi, avere stima vuoi dire avere fiducia nell'altro: lo si impara ad ascoltare veramente, nel profondo, senza pregiudizi. E' così che lo si può aiutare nel servizio o comprenderlo in certe sue scelte educative.

Attenzione, però: volersi bene in senso Cristiano - innanzi tutto - e in "senso associativo" non vuoi dire necessariamente essere amici.

Siamo adulti e la Co.Ca. deve rappresentare per noi un ambito di condivisione degli stessi ideali: la stima, la fiducia e soprattutto la comunità si sviluppano perché camminiamo in una stessa direzione, perché gli ideali e i valori sono gli stessi. Quello che ci rende forti ed uniti in una Co.Ca. è la consapevolezza e la percezione di operare tutti per un fine comune: educare i ragazzi, e questo certamente accrescere fiducia e stima reciproca l'un l'altro.

Un possibile rischio, cui magari non si presta sufficiente attenzione, è che in Co.Ca non sempre ci siano persone che hanno propriamente scelto di essere Capo, ma - piuttosto - giovani e adulti che stanno continuando una frequentazione di persone, di ambienti ove sono cresciuti e nei quali trovano amicizia ed interesse. Non è chiaro se davvero vivano ideali e valori in misura piena, con determinazione personale ed in sintonia tra loro. Certo è che fanno anche fatica a sentirsi uniti, a rintracciare un senso di appartenenza e di condivisione reciproca del fare di ognuno.

Lo scautismo serve a noi come gratificazione (allora sarà difficile instaurare una relazione di confronto sincera e profonda in Co.Ca.) o è una scelta di vita?

Che strada perseguire? Educhiamoci alla condivisione.

Cominciamo dal nostro Progetto del Capo. Siamo prima di tutto persone: se non cresciamo come uomini nei progetti e nei valori cosa possiamo dare come Capi? Condividiamo il Progetto con gli altri, senza rigidezze personali né atteggiamenti da giudici; proponendolo a tutti e verificandolo in serenità si aumenta la conoscenza fra le persone (e quindi la stima e la fiducia).

E' conoscendo a cosa tiene una persona, su cosa si sta impegnando e sta facendo fatica che scopri i suoi ideali e i suoi "perché"; e questo ti porta a volergli bene... quindi a confrontarti in modo vero, anzi a ricercare la condivisione nel progetto comune che riconosciamo centra le nostre attese, le aspirazioni che si scoprono condivise, l'ansia di aiutare i ragazzi a crescere verso la felicità vera.

Impegniamoci a cercare motivi e stili condivisi non tanto nei programmi di unità, quanto nell'approccio ai problemi di ogni singola unità, quindi degli obiettivi e magari degli strumenti che si intendono utilizzare... la condivisione-cosi- ci porta alla comprensione di scelte.

La Preghiera: è questa che crea la Comunità. E' l'intento a migliorarsi, la richiesta di aiuto al Padre che risveglia il sentimento di Amore cristiano che porta ad una più profonda e vera comprensione dell'altro che, con temperamento e modi certamente suoi personali e diversi dai miei, riconosco cammina sulla mia stessa strada ed io sulla sua.