Un Piccolo Gruppo pronto a tutto

              

Tratto da un Articolo di Scout Avventura

Anno XVII n.4 - 9 febbraio 1991

Tratto dal libro "Il lupo che non dorme mai - La vita avventurosa di Lord Baden-Powell" di W. Hansen

Ed. ELLE DI CI

B-P., un giorno di tarda estate del 1878, in occasione di una riunione di ufficiali a Lucknow, spiegò a proposito del suo sistema di formazione delle squadriglie.

Allora ci dica, tenente Baden-Powell: guai è lo scopo dei piccoli gruppi? —, chiese il comandante del reggimento.

La riunione aveva luogo nell'osteria. L'enorme sala era stata temporaneamente interdetta alle squadre e quindi era quasi vuota.

In un angolo si erano riuniti attorno a un tavolo solo gli ufficiali della guarnigione. Il comandante sedeva all'estremità del tavolo sotto un ritratto della Regina Vittoria. Nuvole di fumo fluttuavano nell'aria. B-P si alzò.

Lo scopo principale del sistema dei piccoli gruppi è di conferire al maggior numero possibile di soldati la maggiore responsabilità possibile.

Ciascuno è responsabile che la sua sia una buona squadriglia.

La squadriglia nel suo insieme è responsabile che ogni singolo membro sia efficiente. Ciascuno conosce i punti forti e i punti deboli dell'altro. I membri della squadriglia si educano a vicenda.

- Tutto qui?

— Il sistema dei piccoli gruppi sviluppa in ogni individuo la capacità di pensare in maniera autonoma e di prendere l'iniziativa.

Ciascuno può esprimere la sua opinione, ma naturalmente, è il capo della squadriglia ad avere l' ultima parola.

- I capi della squadriglia appartengono alla squadra come tutti gli altri membri della compagnia. Con che criterio li sceglie?

— Mi chiedo questo: se i membri di un piccolo gruppo potessero scegliere tra di loro il capo squadriglia, chi sceglierebbero ?

La risposta è ovvia: sceglierebbero colui che ha maggiore influenza su di loro, che è almeno un poco superiore a loro. A quest'uomo do l'incarico di guidare la squadriglia. Lo istruisco io personalmente.

Il suo compito è di addestrare in conseguenza i membri della squadriglia, con i quali ha un contatto personale. Il modo in cui lo svolge, è affar suo. Io gli lascio piena libertà d'azione.

— Gli lascia piena libertà d'azione, tenente Baden-Powell?

— Sì, Signore —, annuì B.P.

— C'è qualcuno che vuole ancora della birra? —.La voce dell'oste risuonò nella sala, forte e decisa. Tutti lo guardarono. Stava lì in piedi, un grosso boccale di birra in mano. Dappertutto bicchieri moti. Gli ufficiali, incuriositi dell'argomento del discorso, fecero cenno di no. Uno urlò: «Silenzio!». L'oste si ritirò, indispettito nei confronti di B.-P., che ancora una volta gli rovinava gli affari.

— Lei quindi dà completa libertà d'azione ai capi delle squadriglie non addestrati alla guida di un gruppo. Svolgono il loro compito in maniera soddisfacente? Sanno imporsi?

— Fino ad ora non ho ancora avuto esperienze negative. Sentendosi responsabile, si sforza di dare il buon esempio e di fare da modello, e così si identifica nel ruolo di guida della squadriglia.

Acquisisce in breve tempo pratica ed esperienza, che lo rendono capace di guidare il suo gruppo in maniera consapevole. Io lo esorto a fare attenzione affinché non solo due o tre membri della squadriglia vengano accuratamente addestrati, ma tutti! 

— Allora collaborano tutti? Gli scansafatiche non ci sono dappertutto?

— Tutti collaborano. Proprio perché nel piccolo gruppo ciascuno si assume le responsabilità affinché il gruppo sia un buon gruppo.

Gli scansafatiche sono piuttosto da temere in compagnie anonime di quaranta soldati, i quali, senza riflettere, senza assumersi alcuna responsabilità, obbediscono agli ordini di un unico, impersonale capo che sta al comando.

— Il capo della compagnia è pur sempre un tenente ben addestrato. che ha frequentato il corso per ufficiali. Che succede allora se la guida della squadriglia, insufficientemente addestrata com'è, commette un errore?

— Gli errori sono esplicitamente permessi.

— Cosa dice?

Signore, anche i generali commettono errori, quindi anche la guida della squadriglia può occasionalmente sbagliare.

C'era silenzio nella sala. Una pausa imbarazzante. Alcuni ufficiosi cercavano con lo sguardo l'oste. Il suo arrivo rumoroso con il boccale di birra sarebbe risultato gradito, ora, avrebbe reso V atmosfera meno tesa. Ma proprio in quel momento in cui e 'era bisogno di lui, non si faceva vedere.

Il comandante del reggimento alzò un sopracciglio. Poi ruppe il silenzio:

— Lei ha detto, tenente Baden-Powell. che permette espressamente gli errori?

— Sì. Ad ogni capo di squadriglia io dico: decida secondo la sua responsabilità. E non abbia paura di sbagliare.

Ci fu di nuovo silenzio nell'osteria. Dopo un istante, si sentì la voce di B.-P.

Inoltre io dico sempre al capo della squadriglia: un uomo che non abbia mai ammesso errori, non ha mai fatto niente. Come lei sa, questo detto non è mio, ma di Napoleone.