Ancora sulla sperimentazione del nuovo sentiero

di Branca E/G

 

di   Padre Davide Brasca     - Pattuglia Larici

                                

È il sistema organizzativo dell'unità scout

basato sulla verticalità e sulla

distribuzione dei compiti della

responsabilità, nel suo insieme, che

sostiene l'educazione dei singoli

Ancora sulla sperimentazione del nuovo sentiero di Branca E/G

II colloquio individuale di progressione personale tra capo e ragazzo: quando è nato, perché è necessario avviarne il superamento, dove ci stiamo orientando

                                        

La sperimentazione che stiamo conducendo è anche una grande occasione per riflettere su questioni-problemi che nella pratica sono dati per scontati. La possibilità di seguire da vicino un buon numero di reparti ha fatto balzare ai nostri occhi la grande diffusione che ha la pratica dei "colloquio individuale di progressione personale tra capo e ragazzo".

La diffusione di questa pratica, alla luce della nostra esperienza, è consistente anche nella branca R/S e fa pure qualche apparizione nella branca L/C. Ci interroghiamo su tre questioni:

                

1. dove è nata questa pratica dello scoutismo:

2. perché e necessario avviarne il superamento;

3. in quale direzione si sta orientando il rinnovamento.

               

1. Le origini

Verso la fine degli anni '60 e per tutti gli anni '70 il mondo giovanile è attraversato da profondi cambiamenti di sensibilità; è il mitico '68: "formidabili quegli anni".

In ordine al nostro problema questo profondo cambio di sensibilità provoca un mutamento altrettanto profondo del modo con cui realizzare il rapporto capo-ragazzo e la progressione personale.

> II rapporto capo ragazzo realizzato nei decenni precedenti sembra assolutamente inadeguato; il capo è troppo distante, troppo impegnato sul piano organizzativo, poco attento ad ogni singolo ragazzo. più incline a trasmettere nozioni che ad ascoltare, distante dai bisogni dei ragazzi... Non che fosse stato realmente cosi. ma la sensibilità era repentinamente cambiata e si percepiva il rapporto come necessitante di un rinnovamento. C'era bisogno di dare una forma nuova al rapporto capo ragazzo.

In mezzo ai molti slanci e alle molte sperimentazioni si intravede nel meccanismo della progressione personale il luogo privilegiato dove realizzare in forma stabile un incontro personale tra il capo e il ragazzo. A questo del resto spingeva la cultura della parola, per la quale i rapporti sono sostanzialmente rapporti verbali; accadeva così che rapporto capo ragazzo prendeva la strada del colloquio capo ragazzo... con tutti i rischi del caso.

• Sull'altro fronte il meccanismo "antico" della progressione personale fatta di impegni uguali per tutti, di prove, di un passaggio di tappa somigliante a un premio appariva decisamente inadeguata; personalizzare gli impegni, dare fiducia, abbandonare prove, segnano il rinnovamento. Nella ricerca di un luogo dove poter fissare gli impegni di ogni ragazzo in modo personalizzato si fa largo l'ipotesi che questo luogo sia il colloquio capo-ragazzo.

In sintesi, il capo cercava un luogo "certo" dove poter dialogare con i ragazzi e lo trovava nel colloquio individuale, e dall'altra parte la progressione personale cercava un luogo dove poter fissare impegni di ciascun ragazzo in modo personalizzato e lo trovava nel colloquio individuale.

La concreta messa in atto del colloquio individuale di progressione personale risente poi nel corso degli anni di tre fattori in tipo culturale:

- una grande diffusione di un atteggiamento psicologistico nell'affrontare problemi personali: dietro il capriccio di un ragazzo ci deve essere un problema familiare, un trauma infantile, un disagio sociale... insomma, senza banalizzare, diventa dominante nelle relazioni interpersonali di tipo educativo l'approccio che vede nell'inconscio la ragione dei comportamenti.

In questo clima i capi sono diventati un pò psicologi; e (bisogna essere onesti) con nulla più di tanta buona volontà;

- un approccio terapeutico ai problemi della crescita dei ragazzi. Per approccio terapeutico intendo un modo di affrontare le dinamiche della crescita incentrato sul modello della relazione interpersonale medico-paziente.

Ma l'educazione non è terapia, e l'educatore non è un medico, e il ragazzo non è un paziente... è un uomo;

- la diffusione della cultura della scuola nell'ambito extra-scolastico. È parso che non fosse possibile fare educazione senza mete, obiettivi, schede, profili... e colloqui con i genitori. Essere professionali nell'educazione voleva dire dotarsi di strumenti simili: e quanta fatica per noi capi scout.

                        

2. Perché è necessario avviare il superamento della forma colloquio come luogo in cui fissare impegni della P.P..

Occorre trovare una soluzione diversa più equilibrata e più scout a due questioni:

- come realizzare nella vita dell'unità scout un rapporto capo ragazzo personale, caldo, forte, libero, profondo...?

- come stimolare ogni ragazzo a prendersi degli impegni all'interno e all'esterno dell'unità scout che ne sostengano e promuovano la crescita?

Il tutto senza fondere i due livelli. per i seguenti motivi:

- II sistema educativo dell'unità scout è un sistema dove se una sola è la relazione intenzionalmente educativa, quella capo-ragazzo, molte sono le relazioni che, pur non essendo intenzionalmente educative, promuovono in modo formidabile la crescita delle persone. In altri termini è il sistema organizzativo dell'unità scout basato sulla verticalità e sulla distribuzione dei compiti della responsabilità, nel suo insieme, che sostiene l'educazione dei singoli.

Il ruolo principale dell'adulto è far funzionare il sistema. che non è un sistema freddo, ma è un sistema di relazioni, di responsabilità, di compiti, di affetto, di slanci....dentro il quale egli colloca le sue relazioni con i ragazzi.

• La gestione di un colloquio dell'intensità emotiva e del valore educativo quale quello  della progressione personale richiede competenze e capacità che sono al di là del ruolo educativo dei capi; e non dei capi così come sono, ma dei capi così come devono essere.

                      

3. In quale direzione orientarci

II colloquio di progressione personale va progressivamente sostituito con meccanismi interni alla vita dell'unità che consentano al ragazzo di assumersi degli impegni. realizzarli e renderne conto. In branca E/G ci si sta muovendo in questa direzione; alcuni degli impegni del sentiero sono già determinati all'interno della vita di squadriglia e nel momento dell'organizzazione dell'impresa. ma bisogna andare oltre e la sperimentazione cerca di andare su questa scia. Sviluppare in termini di strumenti la problematica della buona azione è mettere a fuoco il tema delle competenze fondamentali che ogni esploratore/guida deve avere per essere un buon esploratore/guida.

Come pure va ridisegnato il rapporto fra gli impegni interni alla vita dell'unità e quelli riguardanti l'abilità personale di ciascun ragazzo. Anche in branca R/S dove i colloqui personali sono pane quotidiano per effetto della stessa logica, occorre ridisegnare forme e luoghi nei quali chiamare i rover e le scolte ad assumersi i propri impegni.

 

La gestione di un colloquio del valore educativo quale quello della progressione personale richiede competenze che sono al di là del ruolo educativo dei capi.