La carenza di capi e il periodo che precede l'inizio delle attività scout.

«Il Cacciatore»

                     

Tratto da un Articolo di Proposta Educativa

Anno XXX n.17 - 28 Giugno 2004

di Edo Martinelli

da Scout Notizie, periodico della Fondazione S. Giorgio di BS

C'è un periodo dell'anno in cui oscuri personaggi guardano l'orizzonte in cerca di prede. È il periodo che precede l'inizio delle attività scout.Gli oscuri personaggi sono i capigruppo alle prese con gli organici dell'anno a venire. I cacciatori. La carenza di capi è un fattore divenuto cronico e la caccia si fa spietata.

I criteri di scelta sono a scalare: all'inizio si contattano solo persone di indubbio valore come capi, poi persone di indubbio valore anche non come capi, poi persone di valore, poi persone e basta. Alla fine si contatta ogni forma di vita, umana e no.

Qualcuno non ha scrupoli, prende l'indirizzario di zona e chiama capi delle altre comunità informandosi prima su fidanzamenti interrotti, liti in staff di reparto, incomprensioni con i capigruppo. Un conflitto nel Brescia 2 può diventare una manna per il Brescia 9. Una frattura nel Gussago potrebbe liberare un capo per il Brescia 9. Il Brescia 9 ci guadagna sempre. I più astuti stanno attenti anche ai matrimoni e alle nuove residenze dei giovani sposi. Se qualcuno sconfina nel loro territorio si sentono automaticamente in stato di prelazione nel chiederne il servizio nel gruppo.

Qualcuno, come il sottoscritto, estende questa caccia a tutto l'anno solare, pensando al presente e al futuro, scrutando tentennamenti nei "no,grazie" dei malcapitati. Ho affinato una sensibilità estrema nel decodificare i no. Una pausa di silenzio dopo il "no" può risultare fatale alla preda: mi insinuo, mi introduco nella pausa, la dilato, la trasformo in una voragine di "sì" È troppo superficiale interpretare il no in senso meramente negativo. Alcuni hanno per esempio un valore affermativo, sono dei «sì, se insisti», oppure «sì, se proprio non c'è nessun altro». Ci sono persone che accettano solo se sanno di essere delle prime scelte, altre che invece vogliono essere messe a pie di lista, altre che vogliono che si insista, altre cui bisogna fare la proposta di servizio così, buttandola lì senza i m portanza, e poi lasciare che il tarlo le roda per una settimana, infine tornare alla carica.

Alcuni vanno tra nqu illizzati con un «chiuderemo il branco, ma non preoccuparti, non è colpa tua». Se salta un fidanzamento bisogna assaltare la preda: è disarmata e vulnerabile, e le si liberano un sacco di serate. Quando uno si laurea vive uno stato di euforia che va canalizzato nel servizio scout; il giorno della laurea bisogna farsi trovare lì e mostrare interesse per la sua tesi sulle lucertole dei Ronchi, per il suo semestre in Germania, per il suo futuro finalmente libero dagli esami. E con calma, al momento opportuno, dirgli «certo che adesso sei nell'età giusta per fare bene il capo». L'età giusta per fare il capo è oggi, basta dire di sì e sei un perfetto venticinquenne, o ventottenne, o trentenne, o cinquantenne. Non è importante. I giovani sposi vanno lasciati in pace per tré mesi dopo il matrimonio. Poi si inizia con tattiche di nostalgia, con proposte di route, con viaggi, campi insieme. Questo per i giovani sposi. Per quelli stagionati, l'idea di attività separate è spesso una bella valvola salva-matrimonio. Comunque mai considerare definitivo un"no"Si tratta solo di una momentanea debolezza, un no oggi - accettato come si accetta un colpo di mannaia, in silenzio e a testa bassa - potrebbe essere un sì domani, quando il o la malcapitata avrà bisogno di te per qualsiasi cosa. E ti è debitore di quel no. Una mia regola (un po' mafìosa, ma mi piace) è: chi non può fare un favore oggi, è debitore di un favore domani. Una regola che ti fa sentire in credito con molta gente.

Diffidare sempre di quelli che si offrono volontari e magari insistono: qualcosa non va, suona fesso. Diffidare tantissimo di quelli che chiedono di entrare in comunità capi perché non hanno niente da fare nel tempo libero. Una persona normale non sa neanche che cosa sia il tempo libero. Le persone più affidabili sono quelle che hanno mille impegni. Costoro in genere riescono anche a trovare tempo per fare i capi.

Ma torniamo alla caccia. Non si deve chiedere di fare il capo unità, occorre invece offrire l'opportunità di fare qualcosina, cosa vuoi che sia, senza impegnarti troppo, troveremo chi ti aiuta, non preoccuparti. La vittima in genere non ci crede, ma le piace sentirselo dire, per sé, per la moglie, per il marito, per il fidanzato.

Dimenticavo, regola n. 1 : se il fidanzato fa problemi per le uscite o è geloso, lo si fa entrare in comunità capi. Spesso funziona, a meno che la capo-fidanzata non abbia un tramino nascosto con il capo-clan, nel quale caso hai fatto un bei polverone, ritirati in buon ordine, hai tre capi da cercare.

Bisogna leggere nel modo di parlare di vecchi capi il desiderio di tornare, occorre far emergere quella tal attività che non sono riusciti a fare quando erano capi-clan e dire «certo che quest'anno ci sarebbero dei rover proprio adatti a tè, gente che cammina, Adamello, Pian di Neve mentre il nostro capo-clan, una mezzacalzetta, gli fa fare gli origami». C'è gente che geme di fronte a tali sirene.

I "no" sono poi frutto spesso di equivoci.Tu chiedi a una ex capo «faresti la capo-cerchio?».!! suo no secco è in pratica un sì: significa che non esclude di fare la capo-branco, la capo-reparto o la capo-clan. La mia vita inoltre mi ha insegnato a riconoscere nei no delle donne delle tracce di un sì. Senza questa illusione mi sarei già sparato da un pezzo. Per cui molto spesso è solo necessario riformulare la domanda, o farla fare da un altro. Spesso quel no diventa allora un sì, e ne sei ugualmente contento. Obiettivo raggiunto. Alludo ovviamente alla caccia di capi. Per altri discorsi, se ti dicono di no, non mandare nessun altro a chiedere. Se a quell'altro rispondono di sì, e in genere a quell'altro dicono di sì, ti girano le scatole.

Sono comunque diventato un cacciatore di capi in perenne attività.

Tutti mi evitano, devo dirlo, ma ogni tanto incontro qualcuno che non mi conosce ancora e mi presento: «Ciao, sono un capo scout Non sai cosa sono gli scout? Come faccio a spiegarti, perché non vieni qualche volta alle nostre riunioni? Senza i m pegno, così, tanto per vedere».