Caro capo,
grazie di essere sceso nel mondo dei ragazzi

                     

Tratto da un Articolo di Proposta Educativa

Anno XXXII n.10 - 29 Maggio 2006

di Padre Stefano

Abbazia di Sant'Antimo

Al momento di salire in macchina e prima di salutarmi,
Laura mi guarda e dice:
Sono anni che faccio servizio negli scout. Non devo lamentar m perché mi danno molto. Ma è una grossa fatica, è un’attenzione  quotidiana che prende te- sta e cuore. Non è facile quando il lavoro, la famiglia, il moroso e la società stressata ti comprimono, ti schiacciano, ti squarciano come faccio ad essere un esempio per i miei ragazzi? In questo periodo la debolezza e la stanchezza mi pesano molto.
Vorrei sentirmi dire una parola di incoraggiamento!

Dietro a queste parole ci sono quelle di tanti capi che si rendono disponibili ad ogni apertura annuale per riprendere un pezzettino di strada con i propri ragazzi nella speranza di la sciar il mondo un p0’ migliore di come l’hanno trovato! A tutti questi capi va detta una semplice parola, tante volte dimenticata:

Grazie! Grazie di esserci! Grazie di essere presente nella tua unità.

Certo potevano scegliere la scorciatoia dell’assenteismo, ingannando i loro ragazzi con la scusa dei mille impegni trop po seri del lavoro, della laurea, degli esami.

Invece hanno scelto di essere presenti in ogni momento:
Quando squilla il telefono per sentirsi dire che la metà dei ragazzi non verranno all’attività preparata in ore e ore di staff!

Quando sembra che tutto crolli perché ormai non c’è più lo spirito giusto! Quando lo staff si trasforma in un cespuglio di persone che se la prendono per così poco! Ma anche quando i Lupi o le Cocci saltano al collo per la troppa gioia di rivedere i loro capi! Quando le Guide o gli Esploratori confidano per la prima volta i loro segreti, cose che non direbbero mai ai loro genitori! Quando finalmente vedono i loro Rover o Scolte prendere la Partenza dopo anni di “pazienza educativa”!
Allora i capi possono gustare la Parola di Dio:
“Bene, servo buono e fedele, prendi parte alla gioia del tuo padrone!» (Matteo 25,23).

Essere presente non è altro che un segno dell’Amore. Infatti l’amore esige la presenza, come la presenza esige l’amore, perché chi ama sente l’urgenza di stare vicino all’amato! Questa è la logica stessa di Dio perché Dio è Amore!   Lui è l’innamorato che non sopporta la distanza tra l’Infinito e il finito, tra la l’Immensità e la piccolezza, tra il Creatore e la creatura, tra Dio e l’umanità nostra. per questo che Dio decise di fare “un salto mortale” per scendere nel mondo degli uomini.
Il nostro Dio è il Dio Presente, è l’Èmanuele, è il
“Dio-con- noi”’ che vuol condividere la nostra vita, il nostro gioco, la nostra avventura, la nostra route camminando per la strade di Israel alla ricerca della pecora sperduta.

Quanto è bello e stimolante vedere che il metodo scout segue la “logica” stessa di Dio! Al capo è richiesto di scendere verso il basso, di “scendere nel mondo dei ragazzi” per giocare con loro, per vivere l’avventura con loro, per fare strada con loro. Sì, il vero senso dell’amore è la discesa! E' il chinarsi verso il debole per aiutarlo, per sollevarlo, per sanarlo!

Ma se il capo scende nel mondo dei ragazzi, non è per rimanere in basso.

E per risalire con loro, trascinandoli con il suo esempio e con la sua parola verso la meta dello scautismo: l’uomo e la donna della Partenza, persone responsabili, capaci di guidare la propria canoa nel mondo nuovo e sconosciuto della vita adulta.

Grazie a voi, cari capi, per essere presenti con il vostro “grembiule’ di servitori: è il segno del vostro amore!
Grazie di scendere nel mondo dei piccoli e di chi cerca la felicità!
Grazie di essere
“sentinelle”, cioè “di stare sempre tutto il giorno nel vostro osservatorio; di stare in piedi tutta la notte”. (Isaia2l,8)
Essere sentinella! E una vocazione più che mai urgente! Essere sentinella significa camminare con coerenza! Essere sentinella è anche lavorare sulla qualità del metodo scout.
Essere sentinella è attingere luce alla Fonte della Luce!
Cara Laura, questa mia risposta è nient’altro che voler condividere un pezzettino di strada con te, e con tantissimi Capi che sono stati sedotti dalla stupenda proposta dello scautismo, ma che
ogni tanto aspettano due parole di incoraggiamento per riprendere con più grinta il proprio servizio.
 

Padre Stefano
Abbazia di Sant’Antimo