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Riservato al Consiglio Capi: un pò di Esame di Coscienza La tua squadriglia, il tuo reparto è accogliente? Realizza il test, leggi l’articolo e discutine in Consiglio Capi.
Tratto da un Articolo di Avventura On Line Ottobre 2001 di Dongio |
La domanda iniziale può
essere trasformata in tante altre perché molte cose importanti si giocano
attorno all'accoglienza dei nuovi arrivati. Ecco qualche esempio: il reparto
è educato all'attenzione e rispetto degli altri? - Quanti dei nuovi
abbandoneranno per la poca attenzione ricevuta o, peggio, per torti o
umiliazioni subìte? - Il reparto è proprietà dei Capi Squadriglia, dei Vice
e di pochi altri o il ruolo di questi deve essere servizio a favore delle
Squadriglie, del trapasso delle nozioni, della promozione del rispetto delle
regole e della crescita di tutti gli individui? - A lungo andare resteranno
i più prepotenti a passare in noviziato?
Inoltre possiamo dire che dall'accoglienza dei nuovi dipende il futuro e la
sopravvivenza delle squadriglie e del reparto.
Cosa dice la Parola di Dio al riguardo? Certo la Bibbia non parla di reparto
ma ci parla di forestiero, orfano e vedove, le categorie dei più poveri di
quel tempo.
Potete trovare nei brani della Bibbia riportati in queste pagine la
testimonianza di una fortissima attenzione e disponibilità nei confronti di
queste persone in situazione di difficoltà. Questo è lo spirito cristiano:
accorgersi di chi è "povero" e farlo diventare la persona più importante
della nostra vita.
Problema: non si può sapere si i sedicenti poveri lo siano davvero, o meglio
se abbiano davvero bisogno di quello che chiedono. Non é facile sapere
queste cose e quindi aiutare in modo utile le persone, certamente, però,
sappiamo che alcune persone (che, in genere, non si lamentano) povere lo
sono davvero. Per esempio gli anziani soli, le famiglie con un solo
stipendio e diversi figli, i lavoratori che perdono il posto a quaranta -
cinquant'anni senza concrete possibilità di reintrodursi nel mondo
lavorativo. Il forestiero strappato per motivi economici o politici (i
rifugiati) al suo paese. Le persone sfruttate a tutti i livelli. Il
"tossico" privo di un significato da dare alla sua vita. Il bambino
abbandonato a se stesso dai genitori ed esposto a rischio di devianza. Ecc.
Fra queste categorie, certamente con caratteristiche meno drammatiche,
possiamo mettere anche i lupetti/coccinelle che passano in reparto. Sono
forestieri in un mondo nuovo, un nuovo modo di affrontare e vivere lo
scautismo.
Se sono visti come quelli da far sgobbare al posto di tutti, quelli alle cui
spalle divertirsi con scherzi più o meno cretini o con prese in giro più o
meno offensive e umilianti, quelli a cui imporre violenze e vessazioni come
ogni tanto purtroppo capita, non solo rimarranno forestieri, saranno anche
vittime del razzismo di chi intende la sua autorità non come servizio, ma
come possibilità di schiacciare gli altri sotto il peso della propria
tracotanza ed ottusità. C'è da dire che se un Capo Squadriglia è così il suo
Capo Reparto o è un inetto totale o, consapevolmente e quindi colpevolmente,
lascia fare, dimostrando…
Se i nuovi arrivati, invece, sono attesi e ben accolti, aiutati a capire
l'importanza che ognuno dia il suo contributo nel migliore dei modi, si
sentiranno inseriti nella grande famiglia scout in modo più adulto rispetto
al Branco o al Cerchio, cresceranno nella personalità, forniranno al reparto
con le loro capacità quelle competenze che, magari, mancavano. Ben presto
perderanno l'insicurezza di stare in mezzo agli altri esploratori/guide.
Se ci pensiamo, per un motivo o per l'altro, siamo tutti forestieri nella
vita (cfr. il test di questa pagina). Allora… non conviene essere solidali,
camminare e affrontare insieme i momenti più difficili e impegnativi della
vita per scoprirne la sua, a volte nascosta, ma mai perduta bellezza?
Gesù ci insegna la carità. Ha dato la sua vita perché noi non fossimo
forestieri, estranei al Regno del Padre. Impariamo da Lui che la vita è dono
e sostegno reciproco. Questo messaggio, il Vangelo stesso, è stato tradotto
in valori e concretizzato da B.- P. nella legge scout e nell'organizzazione
della vita del reparto. Chi fa scelte contrarie a questi valori
(accettazione degli altri, collaborazione, sostegno reciproco, servizio…)
derivanti dalla volontà di Dio, anche se ha l’uniforme, è un'altra cosa
rispetto agli scout.
Ricordiamoci piuttosto che si è scout sempre anche quando non si indossa l’uniforme. Le stesse considerazioni fin qui fatte valgono anche in classe, in famiglia con i fratelli, nel gruppo di amici.
Non si è scout per stare bene insieme ma per migliorare il mondo: l'essere scout in modo autentico è un dono prezioso per l'umanità intera.
Esodo 22,20-27
Deuteronomio 10,16-19
Deuteronomio 16,13 s
Deuteronomio 24,19-22
Matteo 25,31-40
Salmo 94